Il recupero funzionale dell’arto superiore dopo un ictus cerebrale

ABSTRACT

Il recupero funzionale dell’arto superiore dopo un ictus cerebrale è una delle maggiori criticità in ambito riabilitativo. Nel corso degli ultimi anni, la riabilitazione si sta perfezionando grazie all’acquisizione di nuove conoscenze sulla neuroplasticità e sulle relazioni tra l’attività cerebrale e l’apprendimento motorio. L’esercizio terapeutico, con le caratteristiche d’intensa ripetitività, rilevanza funzionale e con l’utilizzo di feedback durante il movimento, è uno dei fattori più rilevanti nel determinare la plasticità corticale perché in grado di aumentare gli input somato – sensoriali provenienti dall’arto superiore colpito. La constraint-induced movement therapy (CIMT), la terapia robotica e la realtà virtuale rappresentano strategie emergenti con alte potenzialità di ottenere risultati efficaci in neuroriabilitazione. Una strategia alternativa per promuovere il recupero motorio dell’arto superiore è la stimolazione cerebrale non invasiva. Studi sperimentali hanno dimostrato come l’applicazione di corrente elettrica a bassa intensità a livello della corteccia cerebrale sia in grado di indurre fenomeni di neuromodulazione. Sembra particolarmente promettente la possibilità di combinare tecniche di neurostimolazione con l’esercizio terapeutico riabilitativo al fine di incrementare il recupero motorio e funzionale dell’arto superiore. Lo scopo di questa recensione è di fornire a chi s’interessa di neuroriabilitazione le conoscenze sulle tecniche riabilitative emergenti che hanno il loro razionale in studi sperimentali, e che si candidano a essere trasferite nell’ambiente clinico per ottimizzare il recupero funzionale dell’arto superiore paretico. PAROLE CHIAVE: neuroriabilitazione, robotica, realtà virtuale, stimolazione cerebrale non invasiva

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Using transcranial direct current stimulation (tDCS) to treat stroke patients with aphasia

Abstract

Background and Purpose

Recent research suggests that increased left hemisphere cortical activity, primarily of the left frontal cortex, is associated with improved naming performance in stroke patients with aphasia (PWA). Our aim was to determine if anodal transcranial direct current stimulation (A-tDCS), a method thought to increase cortical excitability, would improve naming accuracy in PWA when applied to the scalp overlying the left frontal cortex.

Methods

Ten patients with chronic stroke-induced aphasia received five days of A-tDCS (1 mA; 20 min) and five days of sham tDCS (S-tDCS; 20 min, order randomized) while performing a computerized anomia treatment. tDCS positioning was guided using a priori functional MRI results for each individual during an overt naming task to ensure the active electrode was placed over structurally-intact cortex.

Results

Results revealed significantly improved naming accuracy of treated items (F(1,9) = 5.72, p < 0.040) following A-tDCS as compared to S-tDCS. Patients who demonstrated the most improvement were those with perilesional areas closest to the stimulation site. Crucially, this treatment effect persisted at least one-week post-treatment.

Conclusions

Our findings suggest that A-tDCS over the left frontal cortex can lead to enhanced naming accuracy in PWA and, if proved to be effective in larger studies, may provide a supplementary treatment approach for anomia.

Keywords: anomia, brain stimulation, functional magnetic resonance imaging (fMRI), neuronal plasticity, recovery of function

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