Dr.ssa Federica Vallarelli

Psicologa dell’area neuropsicologica
Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
Da tre anni svolge attività libero professionale presso il Poliambulatorio San Lazzaro Medica, dove visita privatamente e si interfaccia con gli altri professionisti per garantire, in caso di necessità, la presa in carico globale del paziente che sceglie di intraprendere il percorso psicologico.
Durante le sue sedute adotta l’approccio afferente alla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, la cui efficacia è documentata da evidenze scientifiche e include l’utilizzo di tecniche cognitive e comportamentali di cui il paziente può servirsi nella vita di tutti i giorni.
Inoltre, grazie al percorso di studi in ambito neuropsicologico (Laurea Magistrale e Master di II livello all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia) interviene sulla sfera cognitiva attraverso sessioni di potenziamento e riabilitazione neuropsicologica ove presenti patologie neurologiche (memoria, attenzione, comunicazione, pianificazione, problem solving).
Lo stile di conduzione che la contraddistingue è orientato alla crescita personale del paziente, perché egli possa raggiungere la piena autonomia di gestione dei propri stati interni.
Obiettivi a lungo termine:
Comunicazione efficace
Gestione dello stress
Autostima e motivazione al cambiamento
Gestione dell’ansia da prestazione
Igiene del sonno, dell’alimentazione e dei pensieri
A partire da:
Disturbi d’ansia (ansia generalizzata, fobie specifiche, fobia sociale, attacchi di panico, agorafobia, ansia da esame e da competizione)
Ossesioni e Compulsioni
Depressione
Insonnia
Stress lavorativo, sportivo e/o familiare
Riabilitazione neuropsicologica attenzione, memoria, linguaggio
Disturbi dell’alimentazione
Sindrome da Colon Irritabile

 

Dott.ssa Federica Vallarelli
Psicologa – Area Neuropsicologica
Specializzanda in Cognitive Behavioral Therapy

TEL     +39 338 9436111
@        fed.vallarelli@gmail.com

Site: psicologionline.net

HOME

POLIAMBULATORIO MEDICO ODONTOIATRICO SAN LAZZARO MEDICA

VIA ETTORE BIGNONE 38/A
PINEROLO, ITALIA 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@gmail.com

Psicologia e Psicoterapia. Dr.ssa Federica Vallarelli. Psicologa Pinerolo. SERVIAMO PAZIENTI DEL PINEROLESE, SALUZZESE E TORINESE. VIGONE, CUMIANA, PIOSSASCO

Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati

Terapia Disturbo Ossessivo Compulsivo PINEROLO

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati, mentre le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che un individuo si sente obbligato a compiere in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.

Altri disturbi ossessivo-compulsivo correlati sono caratterizzati anche da preoccupazioni e da comportamenti ripetitivi, o da ricorrenti comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo (per es. strapparsi i peli, stuzzicarsi la pelle) e ripetuti tentativi di ridurre o interrompere tali comportamenti.

Il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), ha ritenuto più utile raggruppare questi disturbi all’interno di uno stesso capitolo, riflettendo la crescente evidenza della stretta interconnessione tra questi disturbi e alcuni validatori specifici diagnostici. Questo anche per arrivare ad una più mirata differenziazione rispetto ai disturbi d’ansia con cui spesso vi sono stretti rapporti.

  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo di dismorfismo corporeo
  • Disturbo da accumulo
  • Tricollomania (disturbo da strappamento di peli)
  • Disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle)

 

Disturbo ossessivo-compulsivo

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), , il Disturbo ossessivo-compulsiva ha come principali criteri diagnostici:

  1. Presenza di ossessioni, compulsioni o entrambi.
    Le ossessioni sono definite da: pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e indesiderati e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati. Il soggetto tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè mettendo in atto una compulsione).
    Le compulsioni sono definite da comportamenti ripetitivi (per es. lavarsi mani, riordinare, controllare) o azioni mentali ( per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente. I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre l’ansia o il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti, tuttavia, questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.
  2. Le ossessioni o compulsioni fanno consumare tempo ( per es., più di 1 ora al giorno) o causano disagio clinicamente significativo ocompromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o inaltre aree importanti.
  3. I sintomi ossessivo-compulsivi non sono attribuibili agli effetti fisiologicidi una sostanza o ad un’altra condizione medica.

Si stima che la prevalenza del DOC sia dell’1,2%. Le femmine mostrano un tasso leggermente superiore rispetto ai maschi in età adulta, anche se i maschi sviluppano più frequentemente il disturbo in età infantile.

Il DOC è associato a una ridotta qualità della vita, così come ad alti livelli di compromissione sociale e lavorativa. La compromissione può essere causata dal tempo occupato dalle ossessioni e dalla messa in atto delle compulsioni.

L’età media di esordio del DOC è di 19,5 anni, e nel 25% dei casi l’esordio avviene entro i 14 anni.

Quando il disturbo ha inizio nell’infanzia o nell’adolescenza, gli individui possono incontrare difficoltà di sviluppo. Inoltre, alcuni individui con DOC tentano di imporre regole e divieti ai membri della famiglia a causa del loro disturbo ( per es. nessuno in famiglia può uscire di casa senza aver controllato che i rubinetti di bagni e cucina siano perfettamente chiusi) e questo può comportare una disfunzione familiare.

Disturbo di dismorfismo corporeo

Gli individui che ne soffrono sono preoccupati per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nel loro aspetto fisico, che ritengono essere brutto, non attraente, anormale o deforme.
Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici sono:

  1. Preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nell’aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiano agli altri in modo lieve;
  2. Ad un certo punto, durante il decorso del disturbo, l’individuo ha messo in atto comportamenti ripetitivi ( per es. guardarsi allo specchio, curarsi eccessivamente del proprio aspetto, stuzzicarti la pelle, ricercare rassicurazione) o azioni mentali ( per es. confrontare il proprio aspetto fisico con quello degli altri) in risposta a preoccupazioni legate all’aspetto;
  3. La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  4. La preoccupazione legata all’aspetto non è meglio giustificata da preoccupazioni legate al grasso corporeo o al peso in un individuo i cui sintomi soddisfano i criteri diagnostici per un disturbo alimentare.

Disturbo da accumulo

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici per il Disturbo da accumulo sono:

  1. persistente difficoltà di gettare via o separarsi dai propri beni, a prescindere dal loro valore reale;
  2. questa difficoltà è dovuta a un bisogno percepito di conservare gli oggetti e al disagio associato al gettarli via;
  3. la difficoltà di gettare via i propri beni produce un accumulo che congestiona e ingombra gli spazi vitali e ne compromette sostanzialmente l’uso previsto. Se gli spazi vitali sono sgombri, è solo grazie all’intervento di terze parti ( per es., familiari,addetti alle pulizie, autorità);
  4. l’accumulo causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti ( incluso il mantenimento di un ambiente sicuro per se’ e per gli altri;
  5. l’accumulo non è attribuibile a un’altra condizione medica ( per es., trauma cranico, disturbo cardiovascolare, sindrome di Prader-Willi).

Tricollomania (disturbo da strappamento di peli)

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici per la Tricotillomania sono:

  1. ricorrente strapparsi capelli o peli, che porta a perdita di capelli o peli;
  2. ripetuti tentativi di ridurre o interrompere lo strapparsi capelli o peli;
  3. lo strapparsi capelli o peli causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  4. lo strapparsi capelli o peli o la loro perdita non sono attribuiti a un’altra condizione medica ( per es., una condizione dermatologica).

Disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle)

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici per il disturbo da escoriazione sono:

  1. ricorrente stuzzicamento della pelle che causa lesioni cutanee;
  2. ripetuti tentativi di ridurre o interrompere lo stuzzicamento della pelle;
  3. lo stuzzicamento della pelle non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (per es. cocaina) o di un’altra condizione medica (per es., scabbia);
  4. lo stuzzicamento della pelle non è meglio giustificato dai sintomi di un altro disturbo mentale.

Query: psicologo pinerolo, psicoterapeuta pinerolo, psicologo torino, psicologo saluzzo, PSICOLOGA PINEROLO

Count per Day

  • 68051Totale letture:
  • 14Letture odierne:
  • 27Letture di ieri:
  • 47684Totale visitatori:
  • 10Oggi:
  • 19Ieri:
  • 0Utenti attualmente in linea: