Dr.ssa Federica Vallarelli

Psicologo Clinico

Esperta in neuropsicologia clinica e riabilitativa

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Psicologia e Psicoterapia. Dr.ssa Federica Vallarelli. Psicologa Pinerolo. SERVIAMO PAZIENTI DEL PINEROLESE, SALUZZESE E TORINESE. VIGONE, CUMIANA, PIOSSASCO

Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati

Terapia Disturbo Ossessivo Compulsivo PINEROLO

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati, mentre le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che un individuo si sente obbligato a compiere in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.

Altri disturbi ossessivo-compulsivo correlati sono caratterizzati anche da preoccupazioni e da comportamenti ripetitivi, o da ricorrenti comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo (per es. strapparsi i peli, stuzzicarsi la pelle) e ripetuti tentativi di ridurre o interrompere tali comportamenti.

Il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), ha ritenuto più utile raggruppare questi disturbi all’interno di uno stesso capitolo, riflettendo la crescente evidenza della stretta interconnessione tra questi disturbi e alcuni validatori specifici diagnostici. Questo anche per arrivare ad una più mirata differenziazione rispetto ai disturbi d’ansia con cui spesso vi sono stretti rapporti.

  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo di dismorfismo corporeo
  • Disturbo da accumulo
  • Tricollomania (disturbo da strappamento di peli)
  • Disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle)

 

Disturbo ossessivo-compulsivo

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), , il Disturbo ossessivo-compulsiva ha come principali criteri diagnostici:

  1. Presenza di ossessioni, compulsioni o entrambi.
    Le ossessioni sono definite da: pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e indesiderati e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati. Il soggetto tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè mettendo in atto una compulsione).
    Le compulsioni sono definite da comportamenti ripetitivi (per es. lavarsi mani, riordinare, controllare) o azioni mentali ( per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente. I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre l’ansia o il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti, tuttavia, questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.
  2. Le ossessioni o compulsioni fanno consumare tempo ( per es., più di 1 ora al giorno) o causano disagio clinicamente significativo ocompromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o inaltre aree importanti.
  3. I sintomi ossessivo-compulsivi non sono attribuibili agli effetti fisiologicidi una sostanza o ad un’altra condizione medica.

Si stima che la prevalenza del DOC sia dell’1,2%. Le femmine mostrano un tasso leggermente superiore rispetto ai maschi in età adulta, anche se i maschi sviluppano più frequentemente il disturbo in età infantile.

Il DOC è associato a una ridotta qualità della vita, così come ad alti livelli di compromissione sociale e lavorativa. La compromissione può essere causata dal tempo occupato dalle ossessioni e dalla messa in atto delle compulsioni.

L’età media di esordio del DOC è di 19,5 anni, e nel 25% dei casi l’esordio avviene entro i 14 anni.

Quando il disturbo ha inizio nell’infanzia o nell’adolescenza, gli individui possono incontrare difficoltà di sviluppo. Inoltre, alcuni individui con DOC tentano di imporre regole e divieti ai membri della famiglia a causa del loro disturbo ( per es. nessuno in famiglia può uscire di casa senza aver controllato che i rubinetti di bagni e cucina siano perfettamente chiusi) e questo può comportare una disfunzione familiare.

Disturbo di dismorfismo corporeo

Gli individui che ne soffrono sono preoccupati per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nel loro aspetto fisico, che ritengono essere brutto, non attraente, anormale o deforme.
Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici sono:

  1. Preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nell’aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiano agli altri in modo lieve;
  2. Ad un certo punto, durante il decorso del disturbo, l’individuo ha messo in atto comportamenti ripetitivi ( per es. guardarsi allo specchio, curarsi eccessivamente del proprio aspetto, stuzzicarti la pelle, ricercare rassicurazione) o azioni mentali ( per es. confrontare il proprio aspetto fisico con quello degli altri) in risposta a preoccupazioni legate all’aspetto;
  3. La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  4. La preoccupazione legata all’aspetto non è meglio giustificata da preoccupazioni legate al grasso corporeo o al peso in un individuo i cui sintomi soddisfano i criteri diagnostici per un disturbo alimentare.

Disturbo da accumulo

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici per il Disturbo da accumulo sono:

  1. persistente difficoltà di gettare via o separarsi dai propri beni, a prescindere dal loro valore reale;
  2. questa difficoltà è dovuta a un bisogno percepito di conservare gli oggetti e al disagio associato al gettarli via;
  3. la difficoltà di gettare via i propri beni produce un accumulo che congestiona e ingombra gli spazi vitali e ne compromette sostanzialmente l’uso previsto. Se gli spazi vitali sono sgombri, è solo grazie all’intervento di terze parti ( per es., familiari,addetti alle pulizie, autorità);
  4. l’accumulo causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti ( incluso il mantenimento di un ambiente sicuro per se’ e per gli altri;
  5. l’accumulo non è attribuibile a un’altra condizione medica ( per es., trauma cranico, disturbo cardiovascolare, sindrome di Prader-Willi).

Tricollomania (disturbo da strappamento di peli)

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici per la Tricotillomania sono:

  1. ricorrente strapparsi capelli o peli, che porta a perdita di capelli o peli;
  2. ripetuti tentativi di ridurre o interrompere lo strapparsi capelli o peli;
  3. lo strapparsi capelli o peli causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  4. lo strapparsi capelli o peli o la loro perdita non sono attribuiti a un’altra condizione medica ( per es., una condizione dermatologica).

Disturbo da escoriazione (stuzzicamento della pelle)

Secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association – 2014, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Ed. Raffaello Cortina, Milano), i principali criteri diagnostici per il disturbo da escoriazione sono:

  1. ricorrente stuzzicamento della pelle che causa lesioni cutanee;
  2. ripetuti tentativi di ridurre o interrompere lo stuzzicamento della pelle;
  3. lo stuzzicamento della pelle non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (per es. cocaina) o di un’altra condizione medica (per es., scabbia);
  4. lo stuzzicamento della pelle non è meglio giustificato dai sintomi di un altro disturbo mentale.

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