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Ripresa visite sportive agonistiche e non agonistiche

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Si avvisa la clientela che è possibile prenotare la visita sportiva agonistica e non agonistica

Visita agonistica:              40,00€

Visita non agonistica :      27,00€

Chiama subito Tel. 0121/030435

 

Dr Gianluca Gottero

Dr Marco Piseddu

Dr Fabio Tarantino

 

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Convenzione diretta per prestazioni odontoiatriche per dipendenti coop

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Dr Enrico Quaglia

Medico odontoiatra

 

IGIENE E PREVENZIONE 

ORTODONZIA ED ORTODONZIA INFANTILE

ORTODONZIA INVISIBILE INVISALIGN

CONSERVATIVA

ENDODONZIA

IMPLANTOLOGIA

PROTESI

 

Prestazioni odontoiatriche  in convenzione diretta con: Coopersalute

Coopersalute è il fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, delle imprese della distribuzione cooperativa.

Coopersalute nasce come associazione nel 2006, in attuazione della normativa stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per dipendenti da imprese della distribuzione cooperativa del 2 luglio 2004.

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Dr Michele Perozzi Medico Chiururgo Ortopedico

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Dr Michele Perozzi

Chirurgo Ortopedico e Direttore Sanitario di FDP Medical. I miei campi di specializzazione riguardano in particolare interventi su:

SPALLE : Artroscopia per lesioni della cuffia dei rotatori e instabilità articolare. In caso di artrosi grave si ricorre alla protesi di spalla diversificandole a seconda dei gradi di artrosi (protesi di rivestimento, anatomiche e inverse )

GINOCCHIO: Artroscopia di ginocchio per tutte le patologie legate al ginocchio (lesioni meniscali, lesioni ligamentose e instabilità articolare). In caso di artrosi grave si ricorre alla protesi mini-invasiva (mono – totale).

ANCHE: Se necessario si eseguono infiltrazioni endoarticolari per nutrire la cartilagine. Nei casi più gravi si ricorre alla protesi d’anca diversificandola a seconda dei gradi di artrosi  (protesi di rivestimento o a sostituzione totale dell’articolazione ).

CAVIGLIA: Artroscopia di caviglia per la ricostruzione dei legamenti e lesioni cartilaginee.

PIEDI: Tecnica di Intervento Correttivo Percutaneo (TECNICA MIS) in caso di alluce valgo + neurinoma di Morton e caduta metatarsale). A differenza del sistema tradizionale, il paziente è in grado di camminare il giorno stesso dell’intervento. Esegue la correzione nel PIATTISMO dei bambini con la tecnica “Calcagno stop”, posizionando la vite “Spherus”.

COLONNA VERTEBRALE : Esegue Tecniche di chirurgia mininvasiva ad alta tecnologia con risultati eccellenti riducendo i tempi di recupero senza ausili ortopedici ( esegue interventi per patologie di tipo : Ernia discali ,Stabilizzazioni vertebrali ,correzioni scogliotiche) .Avvalendosi di supporto medico chirurgico neurologico.

MINI-INVASIVITÀ significa intervenire cercando di ledere il meno possibile i tessuti (la maggior parte degli interventi viene infatti eseguita in artroscopia).Questo permette una significativa riduzione dei tempi di recupero post-operatorio.

 

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Dr Enrico Quaglia Medico Odontoiatra

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Dr Enrico Quaglia

 

IGIENE E PREVENZIONE 

ORTODONZIA ED ORTODONZIA INFANTILE

ORTODONZIA INVISIBILE INVISALIGN

CONSERVATIVA

ENDODONZIA

IMPLANTOLOGIA

PROTESI

 

Prestazioni odontoiatriche  in convenzione diretta con:

PrevimedicalMetaSaluteRbmUni.C.A. , PramericaFondo sanitario integrativo del Gruppo Intesa San Paolo 

UNISALUTE

 

 

REFERENTE:

Dr Enrico Quaglia

Numero Iscrizione Albo Odontoiatri 1344

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Apertura dal 4 maggio 2020

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Il poliambulatorio San Lazzaro riapre la propria attività da lunedì 4 maggio 2020

L’accesso è consentito solo ai pazienti muniti di mascherina e guanti.

Per prenotare le visite telefonare allo 0121/030435

 

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SOSPENSIONE DELL’ ATTIVITA’ AMBULATORIALE FINO AL 27 APRILE

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Si informa la gentile clientela che il Poliambulatorio San Lazzaro sospenderà le visite mediche fino al 27 aprile.  Riteniamo opportuno dare il nostro contributo per evitare il diffondersi del coronavirus sospendendo tutte le visite mediche presso il nostro centro.

 

Si raccomanda di seguire le prescrizioni comunicate dal Governo e di uscire di casa solo per recarsi presso negozi di alimentari o farmacie.

Decreto #IoRestoaCasa, domande frequenti sulle misure adottate dal Governo

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Obbligo autodichiarazione per spostamenti tra i comuni

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SI INFORMANO I SIG.RI PAZIENTI CHE SECONDO LE DISPOSIZIONE DEL GOVERNO:

“va evitato ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute“. Da OGGI, per muoversi in tutta Italia, è dunque necessario esibire un’autodichiarazione. 

 

IL MODULO è SCARICABILE DA QUI

 

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ORARI DI AGOSTO E CHIUSURA ESTIVA

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ORARI DI AGOSTO:

Dal 5 al 9 agosto aperto dalle 14 alle 19

Chiusura estiva: dal 10 al 18 agosto

Dal 19 al 25 agosto aperto dalle 14 alle 19

NB. Dal 26 agosto orario pieno

 

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Insonnia d’estate, come recuperare sonno e benessere

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Insonnia d'estate, come recuperare sonno e benessere

Adottando semplici regole è possibile modificare il proprio orologio interno, trasformando un nottambulo in un mattiniero. A sostenerlo uno studio pubblicato su Sleep Medicin

RITMI estenuanti, caldo, stress, ansia e, più in generale, uno stile di vita poco equilibrato possono minacciare un buon riposo. Tanto da far rischiare, per molti di noi, l’insonnia, un disturbo che porta con sé una lunga lista di effetti collaterali, come un’eccessiva sonnolenza durante il giorno, difficoltà di concentrazione e memoria, e un maggior rischio di soffrire di gravi disturbi, come la depressione. Accanto agli insonni, tuttavia, c’è anche un altro tipo di persone che potrebbe andare incontro a problemi simili, ma di intensità minore: sono i nottambuli, persone che tendono naturalmente a svegliarsi e addormentarsi più tardi del resto della popolazione, e hanno quindi problemi ad uniformarsi ai ritmi della società moderna. Finendo per fare spesso le ore piccole, e tendendo a trovarsi un po’ fuori fase nelle prime ore della mattina e sperimentare nell’arco della giornata sonnolenza, difficoltà di concentrazione e sentimenti negativi, come stress e depressione. Ma oggi, per arriva una buona notizia per i nottambuli: un team di ricerca internazionale, delle università di Birmingham, del Surrey (Regno unito) e della Monash University (Australia), ha dimostrato che è possibile modificare, nel giro di sole tre settimane abitudini comportamentali e ritmo sonno/veglia utilizzando interventi semplici, pratici e non farmacologici.

I consigli da seguire

Nel nuovo studio, appena pubblicato su Sleep Medicine, i ricercatori si sono concentrati su un gruppo di 22 nottambuli. “Volevamo sapere se ci sono interventi semplici che le persone possono seguire in autonomia per risolvere questo problema”, spiegano i ricercatori. Per capirlo, ai partecipanti è stato chiesto di seguire, per un periodo di tre settimane, alcune semplici indicazioni: impostare la sveglia 2-3 ore prima del solito e lasciare che la luce mattutina illuminasse la propria stanza. Fare colazione appena svegli, pranzare sempre alla stessa ora e non cenare dopo le 19.00. Svolgere esercizio fisico esclusivamente nell’arco della mattinata, evitare la caffeina dopo le 15.00 e non fare sonnellini dopo le 16. Andare, infine, a dormire 2-3 ore prima del solito ed evitare di esporsi eccessivamente alla luce artificiale nelle ore serali. Ai partecipanti, quindi, è stato chiesto di seguire questi suggerimenti e mantenere gli stessi orari di sonno e di veglia ogni giorno, non facendo differenze tra giorni lavorativi e festivi.

Benessere fisico e mentale

Al termine dello studio, i ricercatori hanno osservato che gli orologi interni dei partecipanti risultavano spostati di due ore prima rispetto a quando avevano cominciato a seguire i consigli. In media – scrivono gli autori dello studio – anticipando la sveglia e il coricarsi di due ore rispetto al solito, i nottambuli hanno riportato miglioramenti del benessere mentale e fisico. Dalle analisi, infatti, i partecipanti hanno mostrato un miglioramento delle prestazioni cognitive (tempo di reazione più veloce) e livelli più bassi di depressione, stress e sonnolenza nella mattinata, momento della giornata in cui questa categoria di persone accusa maggior stanchezza. “Stabilire routine semplici può aiutare i nottambuli a regolare i loro orologi interni e a migliorare la loro salute fisica e mentale complessiva: livelli insufficienti di sonno e disallineamento circadiano possono influire negativamente su molti processi corporei, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, cancro e diabete”, ha spiegato Debra Skene dell’Università del Surrey, tra i firmatari dello studio.

Rispetto alle persone mattiniere, i nottambuli soffrono maggiormente nella nostra società per riuscire ad adattarsi agli orari di lavoro e di scuola, che non sono sincronizzati con i loro orologi interni. “Riconoscendo queste difficoltà e fornendo semplici strumenti per migliorare il benessere fisico e mentale”, concludono i ricercatori, “possiamo fare passi avanti in una società che è costantemente sotto pressione per massimizzare la produttività e ottimizzare le prestazioni delle persone in determinati momenti della giornata”.

Soffrite di una malattia reumatica? Altro che riposo, dovete fare ginnastica

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Al congresso europeo di reumatologia Eular a Madrid le nuove evidenze scientifiche. Per evitare infortuni da sovraccarico, bisogna progredire gradualmente

Avere una malattia reumatica un tempo significava riposo assoluto e spesso esonero dall’ora di ginnastica. Oggi, dietrofront. Ci sono le prove che l’attività fisica sia salutare anche per questi malati. Tanto che al congresso europeo di reumatologia Eular svoltosi a Madrid un’intera sessione è stata dedicata alle evidenze scientifiche accumulatesi negli ultimi anni.

In caso di artrite reumatoide, osteoartrite all’anca o al ginocchio interventi mirati di attività fisica – non di semplice movimento – riducono l’infiammazione, il dolore, il rischio cardiovascolare e l’ospedalizzazione, dando un generale miglioramento della qualità di vita. Anche nel caso della spondilite anchilosante e del lupus, gli studi condotti analizzando anche gli indicatori di infiammazione come la proteina C reattiva e le citochine mostrano che programmi di attività fisica aerobica e di potenziamento muscolare non peggiorano la progressione della malattia ma, al contrario, migliorano la fatigue, la depressione e lo stato fisico.

I SEGRETI PER TENERE VIVA LA MOTIVAZIONE
Ci vuole costanza perché gli effetti dell’esercizio non sono immediati. Per mantenerli, la pratica non va interrotta. Fare di un’attività occasionale un’abitudine sostenuta nel tempo è molto difficile. Lo spiega Keegan Knittle, psicologo dell’Università di Helsinky che studia come cambiare i comportamenti delle persone: «Affinché l’attività fisica diventi la norma, bisogna capire come mantenere viva la motivazione, anche quando i risultati sperati sembrano non arrivare – spiega il professore – In questo, aiuta molto sviluppare forme di motivazione interne:«è divertente», «fa parte di me», «mi fa tanto bene» sono molto più potenti rispetto alla motivazione esterna («mi è stato detto di farlo») o introiettata («se non lo faccio mi sento in colpa»)»·

Inoltre, spiega Knittel, posso aiutare molto anche le tecniche di autoregolamentazione o di «self regulation», per stabilire degli obiettivi e monitorarne regolarmente il raggiungimento.

«Questa è una strategia utile anche in seguito, nel periodo di mantenimento, per confermare a sé stessi che si è ancora a cavallo». Infine, spiega il professore, bisogna «essere consapevoli della grande influenza che hanno il contesto sociale e ambientale e le risorse personali di ciascuno: a volte i pazienti non hanno le energie per andare avanti e ciò rallenta la formazione dell’abitudine allo sport».

Un consiglio per tutti? «Stabilite dei trucchetti personali, come ad esempio questo: quando finisce la serie tv preferita, alzarsi dal divano, uscire di casa e camminare riflettendo su quanto era bella la puntata».

ALLENARSI, MA QUANTO?
Quando la pratica dello sport sarà diventata una consuetudine, potremmo voler sapere quanto esercizio fisico praticare e a quale intensità. «La dose ottimale? Non si sa» è la premessa di George Metsios, medico dello sport dell’University of Wolverhampton, che puntualizza come di allenamento debba trattarsi. «Allenamento significa voler migliorare una certa prestazione, indurre una risposta fisiologica specifica ad uno stimolo che nel corpo provoca un certo adattamento».

E, mette in guardia il ricercatore, sembra esserci anche una sistematica sottostima dell’intensità da prescrivere ai pazienti, che finisce per risultare insufficiente. Dopodiché, questi pazienti sono spesso più sedentari della media per le barriere della propria malattia e ci sono ancora pochi studi clinici riguardanti l’attività fisica nelle malattie reumatiche. Ma per renderli omogenei, confrontabili e ripetibili, «ci sono alcuni principi che vanno sempre considerati, perché consentono di avere degli studi omogenei – mette in guardia Metsios – e si tratta di frequenza, intensità, tempo e tipo (FIIT) dell’attività fisica, ma anche specificità dell’esercizio, progressione, sovraccarico, valori iniziali (i naive rispondono prima) e reversibilità (in seguito alla cessazione dell’attività fisica si torna al livello di partenza)».

Per evitare infortuni da sovraccarico, bisogna progredire gradualmente, senza però fermarsi, aiutando i malati a vincere le resistenze psicologiche. Bisogna abbinare l’attività anaerobica, che può regalare benefici più immediati, perché già dal secondo mese aumenta la forza e diminuisce il dolore e dal sesto mese aumenta la massa muscolare, con l’attività aerobica grazie alla quale, a partire dal terzo mese, diminuisce la massa grassa e si riducono i fattori di rischio cardiovascolare.

La progressione nei risultati dovuta alla risposta fisiologica dell’organismo all’allenamento è del tutto simile in giovani e vecchi, sani e malati. Perché su questo bisogna essere chiari, spiega il professore George Metsios, «l’attività fisica fa bene ad ogni età».

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