medicina dello sport

Esiste un limite di resistenza alla fatica? Sì, ed è uguale per tutti

gestione No Comments

Che tu sia un runner della domenica o un ultramaratoneta fa poca differenza: condividiamo tutti la stessa soglia di dispendio energetico oltre la quale il corpo umano è incapace di sostenersi a lungo. Un tetto massimo che sembra essere stato selezionato nel corso dell’evoluzione.

limite-resistenza

È il corpo stesso a stabilire le richieste energetiche massime che può sostenere. Jogging estivo: come si adatta il corpo all’afa?|SHUTTERSTOCK

Il Giro d’Italia, l’Ironman, gli Ultra trail… alcune competizioni spingono ai limiti della resistenza anche gli atleti più allenati. Ma esiste un tetto oltre al quale non è possibile arrivare? Esiste, e non è solo nella mente, come alcuni preparatori sono soliti ricordare. Si tratta di un limite metabolico che – secondo un nuovo studio pubblicato su Science Advances – è uguale per tutti a prescindere dalla preparazione, e dalla disciplina praticata.

 

LINEA ROSSA. Il corpo umano non può richiedere calorie oltre la soglia di due volte e mezzo il suo dispendio metabolico a riposo (metabolismo basale, cioè il dispendio energetico necessario a sostenere le funzioni vitali di base): oltre quel tetto, l’organismo inizia a consumare i suoi stessi tessuti, nel tentativo disperato di supplire al deficit di calorie. Per Herman Pontzer, antropologo evolutivo della Duke University (USA) e coautore dello studio, è questo il margine entro il quale si muovono le umane possibilità.

 

Questa soglia potrebbe dipendere dalla capacità delle pareti intestinali di assorbire nutrienti: il nostro tratto digerente può scomporre e digerire solo una certa quantità di cibo al giorno, e dunque incamerare una quantità massima di riserve energetiche.



FATICHE A CONFRONTO. Gli scienziati hanno comparato i dati disponibili sulle calorie bruciate quotidianamente in una serie di gare di resistenza, inclusi il Tour de France, gare di nuoto, di trekking nell’Artico e una prova che dura nove mesi – la gravidanza. In particolare si sono soffermati sul dispendio energetico degli atleti che hanno preso parte, nel 2015, a una gara di resistenza che dura cinque mesi e attraversa gli USA per 4800 km, la Race Across the USA (RAUSA). In questa competizione, gli atleti corrono l’equivalente di una maratona al giorno, per sei giorni alla settimana, per 14-20 settimane.

 

Il confronto dei dati ha mostrato un andamento costante, una curva a forma di “L” in cui il dispendio energetico giornaliero degli atleti partiva a livelli alti, per poi progressivamente calare e stabilizzarsi a una soglia di 2,5 volte il metabolismo basale per il resto della gara. Quando gli scienziati hanno analizzato i campioni di urina degli atleti del RAUSA, all’inizio e alla fine della gara, si sono accorti che alla ventesima settimana, consumavano 600 kcal in meno al giorno rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati per quel chilometraggio e quel momento. Come se il corpo sapesse abbassare le proprie richieste energetiche per mantenersi entro quella soglia massima.

 

DI PIÙ NON È POSSIBILE. Il fatto forse più interessante è che tutti gli eventi seguivano la stessa curva, che si trattasse di una gara alle temperature sottozero dell’Artico, di una competizione di ciclismo estiva o di una gravidanza: il tetto massimo di energia spendibile riscontrato nei campioni di resistenza è infatti appena superiore ai ritmi metabolici sostenuti dalle donne durante la gravidanza. Lo stesso limite fisiologico selezionato nel corso dell’evoluzione sembrerebbe quindi impedire al corpo di imbarcarsi in sforzi fisici oltre i quali potrebbero esserci conseguenze fatali, e al feto di svilupparsi in modo eccessivo all’interno dell’utero.

HOME

VISITE SPORTIVE AGONISTICHE E NON AGONISTICHE

gestione No Comments

Dr Marco Pisdeddu – Visite non agonistiche

Dr Gianluca Gottero – Visite agonistiche – non agonistiche

visita non agonistiche provincia di torino

 

Quando?

Visite non agonistiche tutti i lunedì  dalle 16 alle 1930 e mercoledì pomeriggio dalle 1820 alle 21

visite agonistiche: tutti i mercoledì pomeriggio dalle 1820 alle 21

Costi

Visita agonistica:40 €

Visita non agonistica: 27 €

Sconti per Asd Convenzionate Uisp

Cosa comprende la visita non agonistica?

Visita medica con elettrocardiogramma a riposo

esame vista

spirometria

misure antropometriche

Cosa comprende la visita agonistica?

Visita medica con elettrocardiogramma a riposo

Ecg sottosforzo

Esame delle urine

esame vista

spirometria

misure antropometriche

 

HOME

 

Si può essere allergici all’esercizio fisico?

gestione No Comments

Non è una scusa per restare ancora per qualche giorno alla larga dalla palestra: le reazioni allergiche allo sport esistono davvero. Ma sono rare e possono essere legate (anche) al cibo.

shutterstock_562699744
Quando lo sport fa… prurito.

Si può essere “allergici” al freddo (più o meno)ai baci e a una gamma praticamente infinita di altre cose. L’allenamento fisico non fa eccezione: l’anafilassi indotta da esercizio fisico o da sforzo – una reazione allergica sistemica legata allo sport – interessa fino al 2% della popolazione occidentale.

 

QUANDO INSORGE. Si può manifestare dopo un’attività fisica aerobica intensa, come la corsa, il tennis o il ciclismo, ma può comparire, nei casi più gravi, anche per una semplice camminata. I sintomi tipici sono rossore e orticaria, affaticamento, difficoltà respiratorie e digestive, ma se non si interrompe lo sforzo, nelle circostanze più serie possono insorgere problemi circolatori e compromissione delle vie aeree.

 

IN UNIONE COL CIBO. Questa curiosa allergia è scatenata da una risposta anomala del sistema immunitario, che rilascia composti come l’istamina, responsabili dei sintomi allergici e infiammatori, ma che cosa di preciso solleciti questa reazione, non è noto. In alcune persone sembra manifestarsi quando si fa sport dopo aver mangiato alcuni cibi (più comunemente alimenti a base di grano, pomodori, noccioline, molluschi); le temperature molto alte o molto basse, l’umidità nell’aria, lo stress fisico e mentale, il raffreddore e altre comuni condizioni in cui si può svolgere attività aerobica possono aggravare la reazione.

 

SI PUÒ PREVENIRE? Allenarsi a minore intensità e almeno 6-8 ore dopo mangiato sembra poter ridurre la gravità dei sintomi in chi soffre di questa condizione. Alcuni sport comunque intensi, come il nuoto, non sembrano inoltre associati ad anafilassi da sforzo. Chi ne è soggetto, ma non vuole rinunciare alla palestra, si allena in genere con farmaci contro lo shock anafilattico a portata di mano, e sempre sotto attento controllo medico.

HOME

La camminata ideale per avere benefici? Almeno 100 passi al minuto

gestione No Comments

Stabilita la cadenza che garantisce un’intensità moderata di allenamento

Camminare fa bene a tutti, ma a quale velocità bisogna procedere per fare dell’esercizio fisico efficace? La definizione di camminata svelta generalmente riportata in questi casi è quella di un’andatura che ci lascia il fiato per parlare ma non consente di cantare. In un numero interamente dedicato alla camminata, il British Journal of Sports Medicine, fornisce delle indicazioni pratiche su come regolare la propria andatura basandosi su un indicatore semplice e alla portata di tutti: il numero di passi fatti al minuto.

 

L’analisi, dal titolo «quale velocità è veloce abbastanza?», ha preso in considerazione le ricerche più rilevanti condotte su centinaia di uomini e donne con più di 18 anni, con indici di massa corporea diversi. Gli esperti concludono che, per garantire un’attività di intensità moderata, la cadenza di un adulto non deve scendere al di sotto dei 100 passi al minuto. In pratica, questo significa contare i passi fatti in 10 secondi e moltiplicare il numero per sei: il risultato deve essere superiore a 100. Per l’attività vigorosa, gli studi suggeriscono una cadenza di 130 passi al minuto.

 

«In genere, nella vita di tutti i giorni, camminiamo a velocità ben inferiori» ci spiega Roberto Bottinelli, ordinario di Medicina dello sport in ateneo e dirige il Centro di Medicina dello Sport dell’IRCCS Maugeri di Pavia. «Le indicazioni, come questa, relative alla cadenza, ma anche quelle sul numero minimo di passi da fare al giorno (10mila) sono delle evidenti approssimazioni, da adeguare alle condizioni di ciascuno, ma che rispondono ad un’unica strategia: aiutare le persone a muoversi. Ciò è più facile introducendo delle modificazioni durature alle proprie abitudini, attraverso l’adozione di protocolli seguibili da tutti e attività compatibili con la vita di tutti i giorni».

 

Le raccomandazioni dell’Oms stabiliscono 150 minuti a settimana di attività fisica di moderata intensità. Non fare movimento è uno dei maggiori fattori di rischio per la salute. Secondo i dati Eurostat, gli italiani sono tra i più sedentari (sono solo 17% coloro che praticano attività fisica per almeno due ore a settimana; contro il 54% della Finlandia e il 53% di Svezia e Danimarca e una media europea del 40%).

 

«I benefici dell’attività fisica includono una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, causa di un decesso su cinque in Europa, e respiratorie; lo sport aiuta le donne con tumore al seno, cardiopatici e infartuati e porta benefici cognitivi. Quelli psicologici sono i più immediati, perché muovendoci produciamo endorfine» spiega il professor Bottinelli. Ma fare due passi non basta: «Per essere scientificamente certi l’attività fisica abbia effetto nel ridurre il rischio bisogna fare 30 minuti di esercizio moderato al giorno. E comunque non stiamo ancora parlando di allenamento fisico, ma di semplice mantenimento in salute dell’organismo. È incredibile come di fronte a queste evidenze, che non ci stanchiamo di riferire, non si riesca a convincere le persone a fare dell’attività fisica».

 

Un altro modo per regolarsi senza l’uso di dispositivi indossabili è considerare moderata l’attività che aumenta la frequenza respiratoria tanto da consentire di fare conversazione ma non di cantare e considerare vigorosa l’attività che ci toglie il fiato tanto da consentirci solo di dire qualche parola. Gli anziani o chi ha problemi di deambulazione dovrebbero rivolgersi ad uno specialista dello sport che prescriva loro il tipo di esercizio e l’intensità.

HOME

Sportivo, manager o nerd, la dieta è un affare da maschi

gestione No Comments

Non è (solo) una questione estetica. Alcune patologie legate al cibo come quelle cardiovascolari o il diabete colpiscono di più gli uomini

Un tempo appannaggio del mondo femminile da sempre attento alle diete, oggi l’attenzione all’alimentazione è diventata cruciale per il benessere e la salute. E così anche gli uomini hanno iniziato ad affollare gli studi dei nutrizionisti. Cercano indicazioni precise e le seguono alla lettera, tanto che, per loro, l’intervento alimentare ha «un effetto quasi istantaneo sui marcatori di rischio delle patologie più diffuse come l’ipertensione, l’iperglicemia, la dislipidemia e il sovrappeso». Parola di Lucilla Titta, biologa nutrizionista e consulente per lo IEO Istituto Oncologico Europeo, dove è responsabile del progetto «Smart Food» dedicato ai fattori protettivi della dieta.

 

I rischi

«Le donne purtroppo sono cresciute a “pane e dieta dimagrante”, sono più consapevoli e, quindi, tendono al fai-da-te» ci spiega la ricercatrice. I maschi sono più attenti. Da cinque anni ormai, «essi rappresentano il 50% delle persone che ricevo nel mio studio – conferma – Non sono spinti da motivazioni estetiche, ma prendono molto sul serio il fatto che il cibo sia un’arma potentissima di prevenzione delle malattie». Anche oncologiche: «Il 30-40% dei tumori che colpiscono gli uomini potrebbe essere evitato grazie a qualche modifica a tavola. Sono ormai molti gli studi che hanno dimostrato il collegamento tra quello che mangiamo e come lo cuciniamo e l’insorgenza e l’evoluzione dei tumori» dice Lucilla Titta, che è anche responsabile del progetto «Food Bank in Oncology».

 

Ci sono patologie, scrive nel suo ultimo libro, La dieta del maschio (Rizzoli), vademecum teorico e pratico su salute e alimentazione, «che colpiscono maggiormente il genere maschile, come quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2, l’obesità, le patologie del sistema gastrointestinale, la steatosi epatica e alcuni tipi di tumore». E il comune denominatore è di essere tutte collegate all’alimentazione e allo stile di vita.

 

La sfida

Ma se la letteratura scientifica non ha dubbi su quale sia l’alimentazione più corretta, «la sfida principale diventa fornire indicazioni chiare e precise da seguire nella vita quotidiana, dove siamo messi a dura prova dalla continua disponibilità di alimenti di ogni sorta», spiega la ricercatrice. Inoltre, come insegna la medicina di genere, gli organismi dei due sessi hanno caratteristiche e bisogni diversi. Ci sono poi le differenze individuali. Cosa fare? Oltre a una sintesi della letteratura scientifica più aggiornata, La dieta del maschio risponde individuando otto profili e fornendo, per ciascuno, indicazioni da seguire in dieci ipotetiche situazioni, dal congresso alle vacanze.

 

I profili

Ci sono i «conditi dallo stress», come manager e liberi professionisti, che saltano il pranzo e passano da una cena di lavoro all’altra, e hanno generalmente problemi di stomaco. C’è chi, in un continuo slalom tra snack e caffè, mangia a orari irregolari, come infermieri, medici, autisti. Per costoro, alla mancanza di sonno, si aggiunge quella di alimenti freschi, con un aumentato rischio di sviluppare ipertensione. Ma quando si pensa ai bisogni dell’uomo moderno, ci ammonisce l’autrice, spesso si dimentica chi svolge lavori pesanti, come coltivatori e operai edili: «Questo tipo di professioni porta a diverse problematiche dal punto di vista nutrizionale, che si possono risolvere o perlomeno attenuare con un’attenzione specifica allo stato infiammatorio».

 

Del tutto diversa la situazione di chi, come impiegati, insegnanti e giornalisti, è sedentario e segue orari regolari: costoro dovrebbero concentrarsi sullo stile di vita. Lo stesso vale per gli smart workers, che lavorano da casa, cui «allo svantaggio della sedentarietà del lavoro d’ufficio si aggiunge l’accesso illimitato al frigorifero». L’intestino, qui, è il primo a risentirne. Regolarizzare i ritmi alimentari dovrebbe essere, invece, la priorità di chi, come commercianti e cuochi, passa molto tempo in piedi e consuma pasti veloci e disordinati. In generale, «buona regola per abbassare l’impatto glicemico dei piatti, cioè la capacità di alzare gli zuccheri nel sangue e aumentare senso di sazietà, è iniziare pranzo e cena con verdure di stagione cotte o crude». Il messaggio è chiaro: a ciascuno il suo menù, per rimanere in salute e abbassare i fattori di rischio. Con delle regole chiare, potrebbe non essere così difficile.

HOME

Abbuffate e poi allenamenti sfrenati: il disturbo alimentare in versione maschile è in aumento

gestione No Comments

Una storia di «binge/purging» raccontata dal The Guardian. Dove ha origine il disagio

Siamo abituati a pensare ai disturbi del comportamento alimentare come a problematiche riguardanti solo o soprattutto il genere femminile. Invece è interessante esaminare quel che recentemente ha pubblicato il quotidiano The GuardianUn articolo sulla storia di un atleta maschio con condotte di binge/purging (ovvero sequenza di abbuffate e condotte di eliminazione per mezzo di esercizio fisico, utilizzo di purghe o vomito indotto), in cui si sottolinea come il fenomeno sia in espansione anche tra la popolazione maschile.

L’articolo vuole presentare un libro scritto dall’autore stesso, Tom Pollock, per ora reperibile solo in inglese («White Rabbit, Red Wolf»), in cui l’autore scrive la sua esperienza e la presenta al grande pubblico. L’autore racconta una storia fatta di allenamenti mostruosi usati come «condotta di eliminazione» a seguito di abbuffate compulsive svolte in uno stato mentale di quasi-trance, una sequenza ricorrente nella vita di chi soffre di disturbi del comportamento alimentare.

 

E’ ben descritto anche il nascere del problema, che Pollock riconduce a difficoltà vissute nell’età adolescenziale fuori e dentro la famiglia. Se inizialmente le abbuffate parevano essere momenti di sfogo per la tensione e la pressione, divennero presto per l’autore le fonti stesse di pressione e tensione.

 

Pollock conclude descrivendo il momento in cui uno psichiatra nominò per primo il suo problema in maniera corretta, formulando una diagnosi di bulimia, e descrivendo il percorso terapeutico che gli consentì di uscirne (un approccio di psicoterapia a cadenza settimanale e l’uso di un antidepressivo con funzione ansiolitica, insieme a un coming out rispetto al problema con parenti e amici, così da creare una “rete” intorno a lui).

Visita non agonistica per la palestra 25€

gestione No Comments

Ogni lunedì e mercoledì pomeriggio i nostri medici dello sport, Dr Gianluca Gottero e Dr Marco Piseddu effettuano le visite medico sportive per il certificato medico necessario per accedere nelle palestre.

 

 

La visita comprende:

misure antropometriche

esame della vista

spirometria

visita medica

Elettrocardiogramma basale

 

Per prenotare tel 0121/030435  Email:  sanlazzaromedica@libero.it

 

HOME

POLIAMBULATORIO MEDICO ODONTOIATRICO SAN LAZZARO MEDICA

VIA ETTORE BIGNONE 38/A
PINEROLO, ITALIA 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@gmail.com

Serviamo paziente delle palestre del Pinerolese, Torinese e Saluzzese

 

Visite di medicina dello sport agonistiche e non – dal 28 agosto

gestione No Comments

Riprendono le visite sportive agonistiche e non da lunedì 28 agosto

lunedi 28 agosto            –  visite non agonistiche

lunedì 4 settembre        –  visite non agonistiche

mercoledì 6 settembre – visite agonistiche e non

 

visita non agonistica:    25 €

visita agonistica :           40 €

Medici dello Sport

Dr. Marco Piseddu

Dr Gianluca Gottero

 

 

HOME

POLIAMBULATORIO MEDICO ODONTOIATRICO SAN LAZZARO MEDICA

VIA ETTORE BIGNONE 38/A
PINEROLO, ITALIA 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@gmail.com

Serviamo pazienti del Pinerolese, Saluzzese e Torinese. Vigone, Cumiana e Val Pellice

VISITA SPORTIVA NON AGONISTICA PER ESTATE RAGAZZI 25€

gestione No Comments

PRENOTA LA VISITA PER ESTATE RAGAZZI COL NOSTRO MEDICO DELLO SPORT

ESTATE RAGAZZI PINEROLO

IL MERCOLEDI’ POMERIGGIO SU APPUNTAMENTO DALLE 17 ALLE 19

IL LUNEDI’ POMERIGGIO SU APPUNTAMENTO DALLE 17 ALLE 190

LA VISITA NON AGONISTICA E’ VALIDA PER TUTTI GLI SPORT

VISITA MEDICA

SPIROMETRIA

ECG A RIPOSO

MEDICO DELLO SPORT: DR GIANLUCA GOTTERO

DR MARCO PISEDDU

HOME

POLIAMBULATORIO MEDICO ODONTOIATRICO SAN LAZZARO MEDICA

VIA ETTORE BIGNONE 38/A
PINEROLO, ITALIA 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@gmail.com

SERVIAMO PAZIENTI DEL PINEROLESE, SALUZZESE E TORINESE. CUMIANA, VIGONE, LUSERNA, SALUZZO, TORINO

Count per Day

  • 42440Totale letture:
  • 0Letture odierne:
  • 32Letture di ieri:
  • 30323Totale visitatori:
  • 0Oggi:
  • 19Ieri:
  • 0Utenti attualmente in linea: