dermatologia pinerolo

Il colorito della pelle può dirci quali sono i nostri problemi di salute

gestione No Comments

Dimmi che colorito hai e ti dirò come stai. Molto spesso la nostra pelle è lo specchio del nostro stato di salute. Cambiamenti nel colorito, infatti, possono rappresentare un segnale di problemi più profondi che possono riguardare diversi organi, come i polmoni e i reni. Per questo è sempre bene non trascurare strani cambiamenti e insolite sfumature. Questo non significa quindi doversi subito allarmare, ma certamente ci dovrebbe mettere ragionevolmente in allerta.

 

COLORITO GIALLASTRO: ECCESSO DI CAROTENE O DISTURBI AL FEGATO

Il colorito della nostra pelle può assumere una strana tinta giallastra, che quasi tende all’arancione, quando si è in presenza di carotenemia, un disturbo che si manifesta quando il corpo assume dosi più alte del previsto di beta-carotene. Spesso questa condizione può essere dovuta ad un consumo eccessivo di carote o di alimenti ricchi di carotene come zucche o patate dolci.

 

La buona notizia è che, anche se all’inizio può spaventare, la carotenemia non è pericolosa. In effetti, una volta che i livelli di carotene tornano normali si ritorna al colorito di sempre. Tutt’altra storia, invece, quando il colorito giallastro è un segnale di ittero, una sindrome che indica la presenza di problemi al fegato, ed è piuttosto diffuso nei neonato. In questo caso il colorito giallastro non interessa solo la pelle, ma anche gli occhi e i liquidi corporei.

 

 

Questa condizione si manifesta quando c’è un eccessivo innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue. Può essere anche un effetto collaterale dell’assunzione di alcuni farmaci e di varie condizioni, come la cirrosi o diverse malattie del sangue.

 

«La bilirubina è un sottoprodotto della distruzione dei globuli rossi che, in tempi più o meno programmati, vengono sostituiti», spiega Massimo Galli, professore ordinario di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Milano e presidente Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT). «In condizioni normali la bilirubina viene captata dal fegato che la passa alla bile. Se il fegato non funzione – aggiunge – la bilirubina in eccesso causa inizialmente la colorazione della sclera e poi anche della cute».

 

COLORITO BIANCASTRO: ANEMIA, INSUFFICIENZA D’ORGANO O STANCHEZZA

E’ il tipico colorito di chi è pallido, qualcosa che probabilmente sarà capitato a molti di noi. C’è chi presenta un lieve pallore dopo una settimana particolarmente stressante, a causa dell’influenza o di un banalissimo raffreddore. Tuttavia, la pelle può “sbiancare” o sbiadire anche per motivi ben più seri. Potrebbe essere un segnale di anemia, una condizione che si manifesta quando la quantità di emoglobina nel sangue scende al di sotto del minimo necessario.

 

In questo caso, non ci sono abbastanza globuli rossi sani per trasportare ossigeno sufficiente per i tessuti: ecco perché la pelle può diventare improvvisamente più chiara. In molti casi, si risolve con un regime alimentare più sano, che consiste nel reintegro di ferro o assumendo alcuni integratori di vitamine. In altri casi ci vogliono soluzioni più complesse da concordare con il medico. Il pallore, inoltre, potrebbe essere un sintomo di poca funzionalità dei polmoni e dell’intestino crasso. Il sangue infatti ristagna negli organi interni e non riesce a donare un colorito sano.

 

COLORITO ROSSASTRO: FORTE EMOZIONE O STATO FEBBRICITANTE

L’improvviso rossore della pelle è molto spesso il segnale di un’emozione forte: capita spesso alle persone timide, a chi è appassionato a qualcosa o quando ad esempio si è in preda alla rabbia. Ma la pelle può diventare rossastra anche quando l’organismo è costretto a funzionare a livelli molto più accelerati del solito.

 

In questo caso il particolare colorito indica la presenza di calore all’interno dell’organismo che può derivare da un aumento dell’attività metabolica, come accade durante la febbre. E’ bene quindi riportare l’accelerazione del metabolismo alla normalità. Per il rossore causato dalle emozioni, invece, è bene ricordare che è tutto passeggero. Una volta calmati gli spiriti bollenti anche il colorito torna alla normalità.

 

COLORITO DAL GRIGIASTRO AL NERO: INSUFFICIENZA RENALE

Il colorito della pelle può scurirsi, tendendo al grigio o nero, quando gli organi «spazzini» non funzionano come dovrebbero. Può esserci quindi un collegamento con i reni che non riescono a pulire il sangue dalle tossine accumulate e che quindi ritornano nel sangue, rendendo la pelle scura.

 

Bisogna quindi chiedere aiuto a un medico che farà tutti gli esami opportuni. In alcuni casi, avere un colorito «nerastro» può anche essere un segnale di collera. Non a caso si dice «essere arrabbiati neri». In questo caso è qualcosa di temporaneo.

HOME

PUNTO PRELIEVI CONVENZIONATO ASL TUTTI I GIOVEDI’ DALLE 730 ALLE 10 LIBERO ACCESSO.

ESENTI, PAGANTI TICKET E PRIVATI

Un potenziale vaccino per l’acne ha passato un primo importante test

gestione No Comments

Anticorpi specifici riducono l’attività di una tossina prodotta dal batterio all’origine della malattia della pelle. Nei topi, tengono a bada l’infiammazione: una conquista importante, ma preliminare.

ipa_f5r0ct

Esame allo specchio dei brufoli: contro l’acne esistono già diversi trattamenti (per esempio antibiotici o ormonali), ma non sempre efficaci, e non privi di effetti collaterali.

Un gruppo di ricercatori dell’Università della California a San Diego ha ottenuto un primo, importante passo avanti nella creazione di un vaccino contro l’acne volgare, una malattia cronica della pelle che interessa centinaia di milioni di persone nel mondo. Il team ha individuato anticorpi specifici che prendono di mira una tossina di origine batterica responsabile del processo infiammatorio tipico di questa condizione, che si manifesta soprattutto (ma non solo) in adolescenza, e si accompagna a importanti problemi di autostima.

 

RIFIUTI BATTERICI. Nelle pelli predisposte a un eccesso di sebo, una miscela di lipidi dalla funzione lubrificante, prolifera il batterio Propionibacterium acnes, che può infettare i follicoli piliferi e causare infiammazione, dando origine ai foruncoli.

 

Questo batterio produce una tossina chiamata fattore CAMP (acronimo di Christie-Atkins-Munch-Peterson, i ricercatori che la scoprirono).

 

GUARDIE SPECIALIZZATE. Il team californiano ha dapprima dimostrato che è proprio questa tossina, a causare l’infiammazione della pelle; quindi, attraverso test sui topi e su colture di cellule di pelle umana, è giunto alla conclusione che questa risposta infiammatoria può essere limitata contrapponendo al fattore CAMP specifici anticorpi monoclonali, anticorpi identici tra loro e prodotti a partire da un solo tipo di cellula immunitaria, che riconoscono uno specifico bersaglio e sono in grado di neutralizzarlo.

 

A CHE PUNTO SIAMO? Per ora si tratta di un buon risultato, anche se incorporare questi anticorpi in un vaccino adatto all’uomo, che sia compatibile con la variegata famiglia di batteri che colonizza l’epidermide, non sarà semplice. Se si arrivasse a questo risultato, mancherebbe poi la fase della sperimentazione clinica. La strada che ci separa da un vaccino contro l’acne, insomma, è ancora lunga.

HOME

State al sole, ma con le dovute precauzioni: sì alle creme di protezione, no alle lampade abbronzanti

gestione No Comments

L’esposizione ai raggi solari ha diversi effetti positivi, come quello di stimolare la produzione di vitamina D, ma i raggi ultravioletti UVA e UVB contribuiscono alla formazione dei tumori della pelle
 
 
 

Stessa spiaggia e stesso mare. E anche stesse cautele. Con l’inizio dell’estate, non bisogna dimenticare che proteggersi dai raggi ultravioletti del sole è necessario per la nostra salute e lo è ancor più in questa stagione in cui aumentano le possibilità di esposizione, tanto nella frequenza quanto nella durata.  

 
 
 

IL SOLE E I TUMORI DELLA PELLE  

L’esposizione ai raggi solari ha diversi effetti positivi, come quello di stimolare la produzione di vitamina D, ma i raggi ultravioletti UVA e UVB contribuiscono alla formazione dei tumori della pelle. In particolare raddoppia il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo, uno dei principali tumori in giovane età: in Italia è il terzo più frequente sotto i 50 anni. Grazie ai progressi nella ricerca, la sopravvivenza a 5 anni, però, è pari all’86,8%, fino al 93,6% nei pazienti giovani, con meno di 44 anni.  

 

COME E QUANTO ESPORSI AL SOLE SENZA CORRERE RISCHI  

Le principali istruzioni per l’uso estive, ci ricorda l’AIRC, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, sono quelle di evitare le ore più calde e comunque non esporsi a lungo. Bisogna anche applicare più volte una crema solare con un fattore di protezione superiore a 30; indossare delle protezioni come occhiali da sole, cappelli e magliette; non esporre direttamente al sole neonati e bambini piccoli. Infine, in ogni stagione, evitare le lampade abbronzanti perché aumentano il rischio di melanoma. 

 

 

IL PERCHE’ DEL «NO» ALLE LAMPADE ABBRONZANTI  

«I nuovi casi di melanoma nel 2007 sono stati 7mila; nel 2015 sono raddoppiati a 14mila. Inoltre, il melanoma colpisce sempre più le fasce più giovani» ha detto Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “’G. Pascale” di Napoli al congresso mondiale dell’American Society of Clinical Oncology di Chicago.  

 

Ascierto sottolinea l’importanza di una maggior informazione sul «rischio delle lampade abbronzanti e delle scottature, che emergono nelle storie passate dei nostri pazienti. I ragazzi devono rendersi conto che è come il fumo di sigarette. Uno studio dell’Oms mostra un aumento del 75% del rischio di melanoma se l’esposizione alle lampade avviene ad un’età inferiore di 30 anni. Basta anche una sessione sola, è una concentrazione di raggi ultravioletti nel giro di poco tempo». 

 

Secondo il rapporto dell’Oms «Artificial tanning devices: public health interventions to manage sunbeds» per decenni l’esposizione deliberata e per scopi cosmetici alle radiazioni ultraviolette delle lampade abbronzanti ha aumentato l’incidenza dei tumori della pelle e abbassato l’età della loro comparsa. 

 

L’Oms, che nel report consiglia anche le misure che i paesi dovrebbero adottareper limitare il danno, stima che l’uso dei lettini abbronzanti sia responsabile complessivamente di oltre 450 000 casi di tumore cutaneo non melanoma e oltre 10.000 casi di melanoma ogni anno negli Stati Uniti, in Europa e in Australia.  

 

Maria Neria, direttrice del dipartimento Salute pubblica e fattori ambientali e sociali della salute dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha invitato i paesi a «prendere in considerazione il divieto o la limitazione del loro uso e informare tutti gli utenti sui rischi per la salute». 

 

TENERE D’OCCHIO I NEI SULLA PELLE  

Anche d’estate bisogna tenere d’occhio i nei, per i quali vale la regola dell’Abcde: A sta per asimmetria, B per bordi irregolari e frastagliati, C per colore della macchia molto scuro o con diverse gradazioni, D per dimensioni superiori a 6 mm o in aumento, E per evoluzione nell’aspetto di una macchia, come un neo che diventa da liscio a rugoso o che comincia a bruciare, prudere o sanguinare. In questi casi, rivolgersi ad uno specialista per una visita di controllo. 

 

L’IMPEGNO DI AIRC  

«I ricercatori AIRC sono in prima linea a livello internazionale nella ricerca sul melanoma: dopo molti anni di studi, tentativi e passi avanti nella conoscenza», spiega Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di AIRC che, nel solo 2018, ha destinato oltre 2,6 milioni di euro per 34 progetti e borse di studio sui tumori della pelle. «Proprio partendo dai successi clinici dell’immunoterapia in questo campo, questo approccio è studiato anche per la cura di altri tipi di tumore, in aggiunta a chirurgia, radioterapia e chemioterapia». 

HOME

Macchie sulla pelle del viso: quando compaiono e come attenuarle. Prevenire è più facile che curare

gestione No Comments

Scientificamente sono anche dette lentigo solari. La loro comparsa è dovuta a età e foto invecchiamento che portano a cattivo funzionamento delle cellule che producono melanina

Macchie solari del viso: foto invecchiamento e per motivi ormonali

Le discromie, alterazioni localizzate in eccesso o in difetto della pigmentazione, sono molto più frequenti nelle donne. Naso, labbro superiore e zigomi sono le zone del viso più a rischio di trovarsi a convivere con le antiestetiche macchie. D’estate la loro presenza tende a essere coperta dall’abbronzatura, ma è proprio a causa di un’incauta esposizione solare che tendono a formarsi di più. e di solito si distingue fra lentigo solari, dovute al fotoinvecchiamento e il melasma.

 

Lentigo solari 

Dopo i 40 anni la pelle del viso, ma più in generale quella del collo e delle mani, cioè laddove la pelle è più esposta al sole, tende a macchiarsi di piccole chiazze di colore bruno o nero dalla forma circolare irregolare; tali discromie vengono chiamate lentigo solari. La loro comparsa è imputabile all’ età e al foto invecchiamento che portano a un cattivo funzionamento di gruppi di melanociti, le cellule deputate alla produzione di melanina, il pigmento capace di proteggere la nostra pelle dai raggi UV e responsabile del colore ambrato della pelle dopo l’abbronzatura. Quando si formano le macchie la melanina prodotta in eccesso da questi gruppi di melanociti iperattivi, non riesce a essere eliminata del tutto e resta lì a macchiare la pelle.

 

Melasma 

«Le anti estetiche ampie aree scure si accentuano con l’ abbronzatura nei soggetti con pelle chiara o media perché la produzione di colore nella pelle sana non è sufficiente a coprire la differenza. Nei soggetti con pelle scura, invece, le macchie tendono a mascherarsi, pur tornando ad essere molto ben visibili quando l’abbronzatura non c’è o se ne va– chiarisce Piergiacomo Calzavara Pinton Presidente SIDeMAST (Società Italiana di Dermatologia) e Direttore della Clinica di Dermatologia, «Spedali Civili» di Brescia che puntualizza anche. Quest’ultime possono comparire in gravidanza e poi scomparire oppure recidivare a volte senza apparente motivo, altre volte a causa dell’assunzione della pillola contraccettiva, per esempio».

 

Discromie: come si diagnosticano e come si minimizzano?

La diagnosi di discromia è clinica: la luce di Wood può essere utile per accertare la profondità del melasma. Bisogna ricorrere alla biopsia, invece, per fare diagnosi differenziale fra lentigo solare e melanoma. Tutte le discromie si possono minimizzare con opportuni trattamenti cosmetici, ma non è facile eliminarle del tutto. «In ogni caso, è importante tener presente che il trattamento è tanto più efficace quanto più è specifico per il tipo di discromia- spiega il professor Calzavara Pinton- il melasma può essere attenuato con prodotti schiarenti a base di idrochinone o derivati vegetali, questi ultimi meno efficaci del primo, antiossidanti come la vitamina C e sostanze che migliorano il ricambio della pelle, per esempio a base di vitamina A. Le lentigo senili, invece, si eliminano con buona efficacia solo mediante terapia laser. è bene precisare che il foto invecchiamento della pelle e quindi la formazione delle lentigo senili è prevenibile, in una certa misura, utilizzando con costanza, nel corso di tutta la vita, un’adeguata protezione solare. Nel caso del melasma, invece, la foto protezione non riesce a prevenire del tutto la formazione delle macchie imputabili essenzialmente a motivi ormonali».

 

Discromie da farmaci

Le discromie da farmaci sono piuttosto frequenti: può succedere , infatti, che la pelle vada a macchiarsi a causa della deposizione del farmaco o dei suoi metaboliti nel derma, perché, in qualche modo, il farmaco assunto è in grado di incrementare la produzione di melanina o perché induce dei cambiamenti post infiammatori nel derma. I farmaci in grado di macchiare la pelle, secondo uno di questi meccanismi sono davvero molti dagli antibiotici, agli antiaritmici utilizzati per correggere il ritmo del cuore, ai diuretici, agli antinfiammatori. Le macchie indotte dall’uso dei farmaci possono comparire durante la terapia, attenuarsi nei mesi invernali e poi ricomparire appena ci si espone nuovamente al sole.

HOME

POLIAMBULATORIO MEDICO ODONTOIATRICO SAN LAZZARO MEDICA

VIA ETTORE BIGNONE 38/A
PINEROLO, ITALIA 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@gmail.com

Visite dermatologiche per pazienti di Pinerolo, Buriasco, Macello e Osasco

Dermatite atopica: gli italiani sono i più colpiti d’Europa

gestione No Comments

Dalla psoriasi ai tumori cutanei, le malattie della pelle al centro dell’ultimo congresso dei dermatologi della Sidemast a Verona

La dermatite atopica è la più comune malattia infiammatoria della pelle. Colpisce il 15-20% dei bambini, dà prurito talvolta così intenso da impedire di studiare, dormire, concentrarsi. Solo un terzo di queste forme esordisce in età adulta, mentre i due terzi sono una scomoda eredità dell’infanzia.

 

Nel bambino va trattata subito perché bloccarla significa, in molti casi, evitare l’esordio di allergie e asma. Infatti, la dermatite atopica va ben oltre la pelle e da problema cutaneo diventa una malattia a impatto sistemico.

 

Ma la novità è che anche molti adulti ne soffrono: una recente indagine internazionale, condotta su oltre 100mila persone e che ha coinvolto anche l’Italia, evidenzia nel nostro paese un’incidenza di dermatite atopica fino all’8 % degli over 18. Lo rivela uno studio pubblicato di recente dalla rivista Allergy condotto da uno staff internazionale di specialisti, tra cui il professor Giampiero Girolomoni, ordinario di dermatologia e venereologia dell’Università di Verona, co-presidente del 93° congresso nazionale della Sidemast tenutosi a Verona alla presenza di oltre mille specialisti provenienti da tutta Italia.

 

Al congresso si è parlato anche dei tumori della pelle, in particolare il melanoma, in continuo aumento. «Nel 2017 in Italia sono stati circa 14.000 i nuovi casi di melanoma della cute, 7.300 tra gli uomini e 6.700 tra le donne – ha spiegato il presidente di Sidemast, prof. Piergiacomo Calzavara Pinton. – Se si considerano le fasce di età, il melanoma rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini (seconda neoplasia più frequente) e il 7% nelle donne, secondo i dati AIRTUM».

 

Un altro tema importante è quello della prevenzione in ambito dermatologico delle patologie della cute dell’anziano: la diagnosi precoce di carcinomi baso e squamocellulari appare oggi di estrema attualità. Come fondamentale appare educare i cittadini alla prevenzione dai danni del sole: «Oggi molte persone non sono informate e fanno più danni che altro. La fotoprotezione locale e orale è spesso fatta in maniera sbagliata, bisogna conoscere le giuste regole per esporsi al sole. Presto avremo le nuove linee guida proprio in questo ambito».

HOME

Funghi della pelle, le parti del corpo più soggette e i rimedi possibili

gestione No Comments

Le micosi della pelle, le infezioni causate da funghi patogeni o miceti, sono estremamente frequenti e in costante aumento a causa dello stile di vita odierno. Molte persone le sviluppano a causa dell’assidua frequentazione di saune, palestre, piscine o comunque ambienti caldo umidi che ne favoriscono l’insediamento cutaneo.

 

I miceti, inoltre, attaccano e trovano vita facile tanto più il sistema immunitario è indebolito dallo stress cronico, ma anche da terapie antibiotiche prolungate o frequenti, dall’uso continuo di cortisonici o da trattamenti che determinano immunosoppressione come la radio o la chemioterapia.

 

Non è affatto raro, quindi, che all’avvicinarsi della primavera ci si ritrovi a fare i conti con fastidiose infezioni micotiche, anche a causa della debilitazione delle difese immunitarie messe a dura prova da virus influenzali e parainfluenzali e relative terapie.

 

INFEZIONI MICOTICHE: I PUNTI DEL CORPO IN CUI SONO PIU’ FREQUENTI

«Le infezioni micotiche cutanee, di più comune riscontro nella pratica dermatologica, sono causate da un gruppo eterogeneo di parassiti: i dermatofiti, i lieviti e le muffe. Tali microrganismi sono accomunati dalla capacità di sintetizzare la cheratinasi, un enzima che serve alla degradazione della cheratina degli epiteli cheratinizzati indispensabile alla loro sopravvivenza all’interno dello strato corneo cutaneo, delle unghie, dei peli e dei capelli» spiega il dottor Gianni Montesi Specialista in Dermatologia e Venereologia all’Ospedale Israelitico di Roma.

 

Nella metà dei casi le micosi sono causate proprio dai dermatofiti: «Il termine tinea, seguito dal nome dell’area interessata dall’infezione, indica la sede della micosi in atto. Tinea capitis se interessa il cuoio capelluto, tinea corporis se è interessato il tronco, tinea cruris se ad essere interessata è la regione inguinale, tinea manus, tine pedis, tinea unguium. Si parla di «intertrigo micotica», infine, se l’infezione interessa le pieghe come quella ascellare, inguinale o sottomammaria» chiarisce ancora il dottor Montesi .

 

ATTENZIONE ALLA SUDORAZIONE

Molte delle micosi di comune riscontro tendono a comparire nel periodo primaverile – estivo a causa dei cambiamenti della temperatura, dell’umidità cutanea e della produzione di sebo tipici di queste stagioni.

 

Il piede d’atleta è sicuramente una delle infezioni micotiche più diffuse e fastidiose: «Il piede d’atleta (tinea pedis), è causato da funghi del genere Tricophyton o più comunemente dalla Candida- spiega il dottor Montesi- Il persistere dell’umidità tra le dita dei piedi causato dall’ipersudorazione determinata dall’uso frequente di scarpe antitraspiranti o semplicemente dalla mancata asciugatura degli spazi interdigitali dopo la doccia, determina la comparsa di macerazione e fessurazione cutanea, un ambiente ideale per la proliferazione dei funghi.

Queste micosi sono difficili da debellare se non si interviene con una corretta asciugatura e con delle polveri antimicotiche che, oltre all’effetto antifungino, contribuiscono a tenere asciutta l’area dove vengono applicate».

 

LE ASCELLE E LA PARTE SOTTOSTANTE DEL SENO

Un discorso analogo può essere fatto per le micosi del cavo ascellare, del solco sottomammario e dell’inguine come precisa il dottor Montesi: «Le micosi in questi distretti anatomici sono più frequenti nei soggetti affetti da diabete e nei pazienti immunocompromessi, nei quali la stagione estiva può contribuire al peggioramento dei sintomi. Tali micosi sono molto spesso causate dalla Candida e si presentano con delle aree eritematose accompagnate da prurito e bruciore. La terapia si avvale sempre di una corretta asciugatura della zona e dell’utilizzo di creme o polveri antimicotiche associate a prodotti a base di eosina, sucralfato, solfato di rame o di zinco e i silicati che contribuiscono a ridurre l’infiammazione, l’umidità e la carica batterica della superficie cutanea».

 

LE MICOSI NELLE UNGHIE DELLE MANI E DEI PIEDI

Quando le infezioni micotiche interessano le unghie delle mani o dei piedi si parla di onicomicosi. «Queste infezioni insorgono più frequentemente tra i 20 e i 50 anni e sono molto comuni nei soggetti che presentano alterazioni della circolazione arteriosa, che indossano calzature poco traspiranti e che frequentano piscine, palestre e saune- spiega ancora il dottor Montesi che conclude- Le onicomicosi possono insorgere su unghie sane (onicomicosi primaria) oppure su unghie interessate da un’altra patologia (onicomicosi secondaria). L‘infezione può manifestarsi ai margini subungueali e coinvolgere la lamina ungueale in senso centripeto, può interessare solo la superficie della lamina ungueale, oppure può colpire inizialmente la porzione prossimale dell’unghia e poi migrare verso il margine libero. Tutte le onicomicosi, a prescindere dall’agente eziologico che le determina, sono di difficile eradicazione: è sempre consigliabile eseguire in laboratori attrezzati un esame microscopico e colturale dell’unghia in questione con lo scopo di identificare l’agente patogeno. La terapia normalmente si protrae per alcuni mesi soprattutto nelle onicomicosi dei piedi e consiste nell’applicare quotidianamente smalti antimicotici associati a farmaci antimicotici per bocca per 7 giorni al mese per alcuni mesi. Al termine della terapia si attende un mese e si ripete l’esame microscopico e colturale per essere certi dell’avvenuta guarigione».

HOME

Count per Day

  • 32708Totale letture:
  • 26Letture odierne:
  • 41Letture di ieri:
  • 23830Totale visitatori:
  • 18Oggi:
  • 34Ieri:
  • 0Utenti attualmente in linea: