Calendario sportello Nuova Generazione

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DATE APERTURA SPORTELLO AL PUBBLICO:

MARTEDI’ 7 MAGGIO 2019 – DALLE 9 ALLE 12

MARTEDI’ 21 MAGGIO 2019 – DALLE 9 ALLE 12

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È la certificazione della situazione reddituale di coloro interessati da determinate prestazioni erogate dall’Inps (integrazione al minimo, assegni familiari, altro). IL Red certifica il reddito del nucleo familiare, sulla base del quale accedere a prestazioni sociali agevolate erogate da Enti Pubblici (assegno per il terzo figlio, assegno di maternità, altro).

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Il Caf assiste qualsiasi cittadino, con un collaboratore domestico alle proprie dipendenze, nei numerosi adempimenti necessari: la lettera di assunzione, la denuncia di lavoro all’Inps e all’Inail, la redazione della busta paga, il calcolo e pagamento dei contributi Inps, il calcolo e pagamento del Trattamento di fine rapporto (Tfr).

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È l’ispezione di tutti i documenti rilevanti che riguardano un immobile. Avviene tramite la consultazione delle schede catastali gestite dall’amministrazione finanziaria. Da una visura catastale si può vedere, per ogni bene immobile, chi è il suo proprietario, la sua quota di possesso e gli eventuali cointestatari, il comune di ubicazione del bene, la via ed il numero civico, il classamento catastale, il numero dei vani ed i metri quadri del bene, oltre che la sua rendita catastale.

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Prostata, nuove terapie ritardano metastasi del tumore fino a 5 anni

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Presto disponibile una molecola che, somministrata ai pazienti colpiti da una neoplasia prostatica aggressiva, può preservare una qualità di vita accettabile

È una speranza in più che, nei casi migliori, può allungare la vita anche fino a cinque anni. Da Barcellona, dov’è si è tenuto il congresso della Società Europea di Urologia, giungono notizie incoraggianti per i pazienti che ricevono la diagnosi di un tumore della prostata metastatico o di una neoplasia che ha comunque elevate probabilità di diffondersi in tutto il corpo (fegato, ossa e polmoni le altre sedi più spesso colpite, in questo caso). La novità sta soprattutto nell’ormai prossima disponibilità di una molecola che, somministrata in quei pazienti colpiti da una neoplasia prostatica aggressiva (ma non metastatica alla diagnosi), può ritardare la comparsa delle metastasi fino a due anni e preservare una qualità di vita accettabile. Un aspetto non da poco per quella quota di pazienti, compresa tra il 20 e il 30 per il cento di coloro che si ammalano di tumore della prostata, che dopo l’intervento chirurgico convive con il timore della ricomparsa della malattia in un altro organo.

Un farmaco per ritardare la comparsa delle metastasi

Si chiama apalutamide il farmaco che, oltre a rappresentare l’ultima evoluzione di un approccio sempre più individualizzato nei confronti della più frequentemalattia oncologica maschile, rappresenta di fatto una forma di prevenzione secondaria nei confronti della probabile ricomparsa del tumore. Il paziente verrà operato o trattato con la radioterapia. Dopodiché, se la valutazione compiuta in sede di diagnosi lascerà presupporre un alto rischio di formazione di metastasi a distanza, il suo oncologo di riferimento avrà un’arma in più per fronteggiare questa evenienza.

Come dimostrato dallo studio «Spartan», pubblicato sul «New England Journal of Medicine» l’associazione di apalutamide alla terapia di deprivazione androgenica (lo standard fino a oggi, nel trattamento della malattia metastatica) riduce anche più del 70 per cento la mortalità e il rischio di progressione metastatica. Un guadagno statistico che si traduce nell’aumento di oltre due anni del periodo libero da metastasi in pazienti ad alto rischio.

Apalutamide disponibile entro la fine dell’anno?

Il farmaco, assunto per via orale, previene il legame degli androgeni (considerati il «carburante» della malattia) al recettore e impedisce la sintesi proteica da parte del Dna tumorale. Apalutamide, la cui efficacia è già stata riconosciuta in Europa (dall’Agenzia Europea del Farmaco), sarà disponibile per i pazienti italiani con ogni probabilità entro la fine dell’anno (quando dovrebbe concludersi la negoziazione economica con l’Agenzia Italiana del Farmaco).

«Per i pazienti che hanno la certezza di andare prima o poi incontro a metastasi e quindi convivono con una spada di Damocle difficile da tollerare, vedere trascorrere due anni con una qualità di vita invariata e senza dolore è un aspetto importante», afferma Walter Artibani, segretario generale della Società Italiana di Urologia. Ma chi sono i pazienti a cui potrebbe essere destinata questa opportunità?

«Coloro i quali, già alla diagnosi, scoprono di avere una malattia con un punteggio di Gleason compreso tra 8 e 10 – prosegue Artibani -. Si tratta di una scala che ci permette di definire l’aggressività della malattia sulla base della valutazione compiuta durante le analisi microscopiche sull’aspetto del tessuto prostatico prelevato tramite la biopsia. Ma l’indicazione al trattamento potrebbe derivare anche da un rapido incremento dei valori dell’antigene prostatico specifico (Psa) o dalla comparsa di una sintomatologia evidente pur in assenza di significative variazioni del Psa». La valutazione, dunque, avverrà su misura del singolo paziente.

L’evoluzione delle terapie

La disponibilità imminente di apalutamide fa il paio con l’aggiunta di un altro farmaco al ventaglio dei possibili trattamenti: l’abiraterone, che invece viene somministrato ai pazienti che già al momento della diagnosi presentano una malattia metastatica. Fino a poco tempo fa in questi casi la speranza di vita era quasi mai superiore a tre anni. Oggi, con l’utilizzo di questo farmaco associato alla terapia ormonale di deprivazione degli androgeni, ci sono pazienti che sopravvivono anche un lustro. Numeri che possono apparire come fredde statistiche, ma che in realtà corrispondono a giorni e mesi di vita restituiti a un uomo e alla sua famiglia.

Una «rivoluzione», è il pensiero di Sergio Bracarda, direttore della struttura complessa di oncologia medica dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, secondo cui «l’innovazione in atto nei confronti del tumore della prostata è anche più significativa di quella avvenuta nei confronti del cancro della mammella. Grazie alle nuove conoscenze sulle caratteristiche dei tumori, alle possibilità diagnostiche e ai trattamenti innovativi oggi disponibili, stiamo assistendo a un incremento della speranza di vita che, nei pazienti già metastatici al momento della diagnosi, è passata in poco tempo da 36 mesi a quasi cinque anni».

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VISITE SPORTIVE AGONISTICHE E NON AGONISTICHE

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Dr Marco Pisdeddu – Visite non agonistiche

Dr Gianluca Gottero – Visite agonistiche – non agonistiche

visita non agonistiche provincia di torino

 

Quando?

Visite non agonistiche tutti i lunedì  dalle 16 alle 1930 e mercoledì pomeriggio dalle 1820 alle 21

visite agonistiche: tutti i mercoledì pomeriggio dalle 1820 alle 21

Costi

Visita agonistica:40 €

Visita non agonistica: 27 €

Sconti per Asd Convenzionate Uisp

Cosa comprende la visita non agonistica?

Visita medica con elettrocardiogramma a riposo

esame vista

spirometria

misure antropometriche

Cosa comprende la visita agonistica?

Visita medica con elettrocardiogramma a riposo

Ecg sottosforzo

Esame delle urine

esame vista

spirometria

misure antropometriche

 

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APERTURA SPORTELLO NUOVA GENERAZIONE IL 16 APRILE

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PATRONATO 

APERTURA MARTEDI’ 16 APRILE 2019 9-11

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Dr Alessandro Morelli Ginecologo

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Medico chirurgo specialista in Ginecologia ed Ostetricia

Responsabile del laboratorio di Procreazione Medicalmente Assistita presso

Casa di Cura Città di Bra

ESEGUE:

Visite ginecologiche

Ecografie ginecologiche

Ecografie ostetriche

Spermiogramma

Procreazione Medicalmente Assistita

RICEVE:

Il martedì mattina su appuntamento.

Medico convenzionato con Previmedical – Metasalute

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Il “ritocchino” più trendy del 2019? Le labbra ad arco di Cupido!

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Gli esperti della chirurgia estetica spiegano quali saranno gli interventi più richiesti nell’anno appena cominciato

Il nostro Paese si conferma il quinto al mondo per interventi di chirurgia e medicina estetica, dietro a Stati Uniti, Brasile, Giappone e Messico. «Gli italiani sono molto attenti al proprio aspetto e ormai andare dal chirurgo plastico non è più un tabù, ma un fatto accettato socialmente – afferma Raffaele Rauso, della Federazione italiana medici estetici – e la richiesta principale è per interventi naturali e mini-invasivi: l’obiettivo dei pazienti è diventare una versione migliore di se stessi, senza eccessi o stravolgimenti».

L’informazione ha un valore. Supportala

Ma quali sono i trend che andranno per la maggiore nel 2019? Ecco le previsioni dell’esperto.

1) Labbra ad arco di Cupido

«Uno dei trend del 2019 sarà senza dubbio il “lip lift”, ossia il lifting alle labbra per avere il labbro superiore all’insù che, a differenza dei filler, è definitivo. L’intervento consiste in un’incisione a forma di corno di bufalo sotto il naso che permette di sollevare il labbro superiore con un effetto carnoso e sensuale – afferma Rauso – È un piccolo intervento chirurgico che oggi è più richiesto dei filler alle labbra in quanto definitivo e da non ripetere come dopo l’utilizzo dei filler. Piace non solo alle donne, ma anche agli uomini”.

2) Trapianto di barba e sopracciglia

«Sempre più uomini fanno crescere la barba, mentre le donne hanno detto addio alle sopracciglia iper-sottili per averle più folte: la conseguenza è che un numero crescente di pazienti ricorre al trapianto di peli per infoltire zone svuotate – spiega Rauso – Spesso sul viso degli uomini la barba non cresce in modo omogeneo, ma ci sono zone glabre o meno folte, per questo si ricorre al trapianto utilizzando una tecnica simile a quella del trapianto di capelli, anche se la distribuzione dei bulbi è differente tra barba e capelli. Allo stesso modo le donne, dopo anni di epilazione, si trovano con sopracciglia sottilissime e, per infoltire l’arcata, decidono di sottoporsi al trapianto».

3) Aumento del seno per le neo-mamme

«La mastoplastica additiva si conferma un intervento molto in voga tra le donne – dice l’esperto -. Le pazienti che lo richiedono sono soprattutto mamme tra i 30 e i 40 che, dopo le gravidanze, soffrono per il seno cadente e svuotato e vogliono tornare ad avere il décolleté che avevano prima del parto. Oggi molte più donne si avvicinano a questo tipo di chirurgia per via di alcune migliorie: ci sono protesi senza indicazione alla sostituzione nel tempo e soprattutto più morbide rispetto al passato».

4) Il ritorno della rinoplastica

L’intervento di rimodellamento del naso è particolarmente in auge. «Nell’ultimo anno ho riscontrato un aumento dei casi di rinoplastica: a incentivare i pazienti sono le tecniche ormai indolore e la diminuzione dei tempi post-operatori»

5) «Congelare» il grasso di troppo

Per il rimodellamento del corpo, l’intervento più promettente è la crioliposi. «È efficace per rimuovere accumuli adiposi, funziona applicando una fonte di freddo per circa 40 minuti sulla zona da trattare: questo determina un surgelamento degli adipociti che poi vanno incontro a morte – dice Rauso – Le zone più trattate sono le cosiddette maniglie dell’amore, addome e culotte de cheval: per ottenere un risultato buono e duraturo sono necessarie più sedute».

UOMINI SEMPRE PIÙ ATTRATTI DAI RITOCCHINI
«Sono ancora una minoranza esigua rispetto al totale dei pazienti, per la stragrande maggioranza donne, ma il numero di pazienti uomini è in continua crescita, con una percentuale stimata del 14.4% (dati Isaps 2017). Gli uomini vanno sempre più spesso dal chirurgo plastico – conclude Rauso – perché vogliono essere più giovani e competitivi sul lavoro, ma anche per piacersi di più quando si guardano allo specchio, come dimostra la crescita di interventi per il trapianto di barba o per il “lip lift”».

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PUNTO PRELIEVI CONVENZIONATO ASL TUTTI I GIOVEDI’ DALLE 730 ALLE 10 LIBERO ACCESSO.

ESENTI, PAGANTI TICKET E PRIVATI

Se ti piace il quartiere dove vivi, avrai una salute migliore

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Studio britannico mostra che la percezione soggettiva di non ostilità e senso di appartenenza influisce quanto le caratteristiche oggettive di degrado dell’area

Non si tratta di essere troppo esigenti e neppure di non guardare al sodo. Quello che si prova verso il luogo in cui si risiede è molto importante, tanto da influire sulla nostra salute. E in modo indipendente da una valutazione oggettiva del quartiere e anche di quando accade dentro le quattro mura domestiche. In altre parole, il senso di appartenenza alla zona dove si vive e la percezione di non ostilità hanno dei profondi effetti sul benessere e la salute di un individuo. Non essere, invece, soddisfatti porta a conseguenze del tutto simili a quelle derivanti dall’abitare in un quartiere disagiato.

Lo sostengono i ricercatori dell’University College di Londra, dell’Università di Edimburgo e del Sussex in un lavoro pubblicato sulla rivista Health and Place e condotto su 11mila britannici con più di 50 anni già reclutati nello Studio Longitudinale Inglese sull’Invecchiamento ELSA (da English Longitudinal Study of Ageing).

Per un periodo di 12 anni, ogni due anni, i partecipanti allo studio hanno risposto a dei questionari sulla propria salute e sulla percezione del proprio quartiere, inclusa la propria soddisfazione nel vivervi.

L’insoddisfazione è stata misurata dai punteggi nelle risposte alle domande sul senso di appartenenza a un’area, sulla percezione di atti di vandalismo, della sicurezza, dell’affidabilità e della cordialità e disponibilità dei vicini.

Alle valutazioni personali, quindi, i ricercatori hanno aggiunto le caratteristiche oggettive dell’area. La situazione del quartiere è stata valutata sulla base degli indici di deprivazione del Department for Communities and Local Government (DCLG) britannico, che considera dati come informazioni su reddito, occupazione, salute e disabilità, istruzione, barriere all’abitazione e ai servizi, criminalità.

«Mentre sappiamo che gli anziani che risiedono in quartieri più oggettivamente svantaggiati hanno maggiori probabilità di avere una salute peggiore, i risultati mostrano che esiste una forte associazione anche con il modo in cui percepiscono l’area in cui vivono, indipendentemente dallo stato del quartiere e dalle circostanze individuali» ha spiegato Stephen Jivraj dell’Institute of Epidemiology & Health dell’ateneo londinese. «Abbiamo esaminato le caratteristiche oggettive e soggettive del quartiere sulla salute e abbiamo scoperto che sono entrambe associate alla salute degli anziani, quindi pensare che il tuo vicinato sia di qualità più scadente potrebbe essere altrettanto grave quanto la scarsa qualità».

Secondo gli autori – «il degrado del quartiere e la soddisfazione di chi vi abita influiscono sulla salute attraverso percorsi causali diversi» tanto che, scrivono nelle loro conclusioni, «entrambi potrebbero essere affrontati dai responsabili e decisori politici interessati a ridurre le disuguaglianze sanitarie attraverso iniziative basate sulle varie aree».

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I ragazzi inviano messaggi anche nel sonno ma non ricordano di averlo fatto

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Un numero crescente di adolescenti e studenti universitari negli Usa (ma il fenomeno sta arrivando anche da noi) si connette con gli amici tramite i dispositivi elettronici come i telefonini anche nel cuore della notte e spesso non ricorda di averlo fatto. I Millennials, insomma, sono sempre più preda dello “sleep texting”, cioè l’invio di messaggi mentre si sta per prendere sonno o si è ancora addormentati.

Le comunicazioni spedite sono spesso prive di senso, non danno risposte sensate a domande, e sono quindi più che pericolose imbarazzanti. Lo rileva una ricerca condotta su 372 ragazzi dalla Villanova University, pubblicata sulla rivista Journal of American College Health. «La maggior parte non aveva memoria del fatto di aver inviato messaggi o del loro contenuto – evidenzia Elizabeth B. Dowdell, prima autrice dello studio – il fatto di non ricordare non è sorprendente, poiché la ricerca sul sonno ha scoperto che le persone che si svegliano dopo aver dormito per più di qualche minuto non sono in grado di ricordare gli ultimi minuti prima di addormentarsi».

Più di un quarto (25,6%) degli studenti nel sondaggio ha riferito di aver inviato messaggi nel sonno; la maggioranza (72%) ha riferito di non ricordare di averlo fatto. Lo sleep texting secondo gli studiosi è collegato a un sonno interrotto e ha un’influenza sulla qualità del sonno stesso, che se insufficiente e irregolare oltre a minare il rendimento scolastico e universitario può portare a un significativo squilibrio emotivo, affaticamento e scarsa concentrazione. I cellulari non sono l’unico tipo di tecnologia utilizzata dagli studenti. Secondo gli studiosi andrebbero valutati con attenzione anche laptop, tablet e e-reader. Quando è stata misurata la quantità di sonno durante la settimana rispetto al week end, gli studenti con quattro o più dispositivi tecnologici in camera da letto risultavano dormire significativamente meno di quelli con tre o meno.

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C’è un legame tra freddo e cuore? Sì, il pericolo di infarto per i soggetti a rischio sale del 34%

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Sport sulla neve, festività e vacanze. I cardiologi svedesi lanciano l’allarme: d’inverno bisogna prestare un po’ di attenzione supplementare al cuore. Cibo, alcol e viaggi per raggiungere i familiari, poco sonno e freddo sono i responsabili del picco di infarti che si registra la notte tra il 24 e il 25 dicembre intorno alle 22. Lo mostra uno studio osservazionale, apparso sul British Medical Journal, frutto di un’analisi condotta su oltre 300mila casi di infarto del miocardio avvenuti tra il 1998 e il 2013 e contenuti nel registro delle unità coronariche svedesi «Swedeheart». La vigilia di Natale si registra un incremento del 37% di attacchi di cuore, mentre l’impennata si assesta su un +27% il giorno successivo e scende a +20% il 1 gennaio.

Il freddo potrebbe avere un ruolo scatenante per eventi cardiovascolari nelle persone i cui vasi non sono perfettamente in salute: la vasocostrizione può provocare la rottura delle placche aterosclerotiche. Infatti, l’aumento di 8 gradi di temperatura riduce il rischio d’infarto del 3%. «Gli studi che indicano il freddo intenso come un possibile pericolo per cuore e vasi sono numerosi: una recente indagine svedese condotta su oltre 274.000 pazienti con problemi cardiovascolari seguiti nell’arco di 16 anni, pubblicata su Jama, ha dimostrato che nelle giornate con una temperatura al di sotto di 0°C il numero di infarti cresce» spiega Giuseppe Mercuro, Presidente della Società Italiana di cardiologia, il cui 79esimo congresso si è appena concluso a Roma.

I cardiologi consigliano di evitare gli sforzi, come spalare la neve, in particolare la mattina. L’associazione fra fatica e temperature polari può essere un vero nemico per il cuore e aumentare fino al 34% il pericolo di un infarto. Meglio poi proteggersi dai malanni invernali, perché le infezioni respiratorie aumentano fino a 6 volte il pericolo di andare incontro a un attacco cardiaco. «Le giornate invernali fredde e di maltempo sono quelle in cui la probabilità di problemi cardiovascolari è massima. Il suggerimento è quello di ‘aggiustare’ dal cardiologo la terapia anticoagulante riducendo l’esposizione al freddo attraverso abbigliamento e riscaldamento adeguati».

«Il meccanismo responsabile dell’aumento del rischio di attacco cardiaco dopo un’esposizione al freddo intenso è legato a molti fattori, tra cui il più importante è l’effetto di vasocostrizione indotto dalle basse temperature – osserva Ciro Indolfi, Presidente Eletto SIC – Il restringimento dei vasi sanguigni infatti potrebbe indurre una rottura della placca coronarica e provocare la formazione di un trombo. Se poi ci si aggiunge la fatica di spalare la neve, che aumenta molto la pressione arteriosa e fa salire il battito cardiaco oltre il 75% della frequenza cardiaca massima, il pericolo cresce ancora. Tutto questo è vero soprattutto in pazienti che non sono in perfette condizioni di salute o hanno numerosi fattori di rischio cardiovascolare, per esempio colesterolo alto, ipertensione, pregressi infarti. L’eventualità di un infarto inoltre è consistente specialmente se si sceglie di attività fisica al mattino, fra le 6 e le 10, quando la probabilità di eventi cardiovascolari è massima nell’arco delle 24 ore».

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Benvenuto al Dr Francesco Fiorentino

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Medico Chirurgo

Specialista in medicina d’urgenza

Specialista in Geriatria

Visite geriatriche

ECO COLOR DOPPLER: 100,00€

Ecocolor Doppler degli arti superiori arterioso o venoso

Ecocolor Doppler degli arti inferiori arterioso o venoso

Ecocolor doppler dei tronchi sovraortici TSA

 

I mercoledì mattina dalle 9.30 alle 11 o il sabato pomeriggio

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