L'attaccante inglese Jeff Astle, morto a 60 anni per encefalopatia traumatica cronica
 Una ricerca dell’Università di Glasgow commissionata dalla federazione inglese ha mostrato che chi ha giocato ad alti livelli ha molte probabilità in più di soffrire di gravi malattie neurologiche

Allarme calciatori. Secondo una ricerca svolta in Inghilterra su richiesta della Football Association e del sindacato dei giocatori (quindi decisamente seria), i calciatori professionisti hanno una percentuale di rischio molto superiore alla media di morire di demenza e di altre gravi malattie neurologiche. Come riporta il Daily Express in prima, hanno esattamente probabilità tre volte e mezzo superiori rispetto a persone della stessa fascia d’età. Lo studio, condotto dall’Università di Glasgow per 22 mesi sui casi di 7676 ex calciatori scozzesi, ha anche riscontrato un rischio cinque volte superiore per l’Alzheimer, di quattro volte per malattia neuromotorie come la Sla e di due volte per il Parkinson.

La prima pagina del Daily Express

La prima pagina del Daily Express

LE CAUSE

La FA ha già fatto sapere che istituirà una task force per cercare di comprendere meglio le cause di questi numeri impressionanti. Il sospetto è che possano dipendere dalle tante volte in cui i calciatori colpiscono il pallone di testa, soprattutto quelli di una volta che erano particolarmente pesanti. Ma questo nesso non è comunque riportato nella ricerca dell’Università di Glasgow. Dell’Inghilterra campione del mondo nel ’66 sono tre i giocatori affetti da Alzheimer (Martin Peters, Nobby Stiles e Ray Wilson), a cui si aggiunge il caso di Jeff Astle, scomparso nel 2002 a 60 anni per encefalopatia traumatica cronica. L’attaccante era famoso per i suoi colpi di testa.

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