UNA realtà nuova, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Al Policlinico Gemelli di Roma, si coniuga ricerca e benessere dei pazienti. Anzi delle pazienti, perché il centro di Farmacologia clinica di genere è dedicato alle donne. Al decimo piano dell’Ala O della struttura ospedaliera, infatti, architetti, designer e medici hanno collaborato insieme per ridisegnare gli spazi di cura, grazie al contributo dell’Associazione “Oppo e le sue stanze” onlus, partner già da anni del Gemelli per la realizzazione di altri centri: un terrazzo e un reparto rinnovati secondo le regole del design biofilico – basato cioè sulla realizzazione di spazi caratterizzati da un’atmosfera molto vicina alla natura – che possa favorire il benessere psicofisico delle pazienti durante la sperimentazione clinica.

• SPERIMENTAZIONI PER TUMORI FEMMINILI
Si tratterà, di fatto, di un centro innovativo, il fiore all’occhiello del polo donna (già presente nella struttura ospedaliera). Nel Centro di farmacologia clinica di genere, il primo in Italia, si conducono studi clinici sulle donne: ad oggi si contano già oltre 20 trial di fase 2-3, e dal prossimo mese inizieranno anche quelli di fase 1 – il farmaco si sperimenta per la prima volta sull’essere umano, dunque la ricerca mira in questa fase a stabilire la sicurezza e la tollerabilità del nuovo trattamento – in particolare nell’ambito della ginecologia oncologica, ma non solo: “Il primo trial di fase 1 sarà eseguito con una nuova molecola per i tumori ovarici – spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino del Policlinico Gemelli – la sperimenteremo su pazienti che non hanno altre possibilità di cura in questo momento e potranno quindi trovare, attraverso l’utilizzo di questa molecola, una nuova forma di terapia”.
La nuova unità è costituita da quattro stanze per la degenza e due poltrone di Day Hospital, oltre a tutti i sistemi di monitoraggio per la gestione dei trial clinici.

• PORTARE LA CHEMIOTERAPIA FUORI DALLE MURA
Un centro pensato per prendersi cura della salute della donna a 360°, puntando, dunque, anche al benessere psicofisico delle pazienti. Con questo obiettivo gli esperti, in collaborazione con psicologi sociali, esperti del paesaggio e sociologi urbani del Centro studi ReLab – Studies for urban Re-Evolution, hanno realizzato un giardino pensile terapeutico – ad oggi l’unico in Italia – uno spazio protetto e disegnato ad hoc per essere fruito dalle pazienti, che potranno trarre beneficio sia sul piano psicologico che fisico. Ricerche internazionali suggeriscono infatti come l’umanizzazione degli spazi di cura e il contatto con la natura stessa abbia effetti positivi anche sulla salute fisica: riduce il dolore, i tempi di ricovero e aumenta l’efficienza delle terapie.

“Il contatto con la natura aiuta l’accettazione della cura e migliora le performance della cura stessa, con un percorso che utilizza suoni, sensazioni e olfatto. E’ la massima dimostrazione di cosa vuol dire medicina personalizzata, farmaci innovativi per la cura non solo della malattia, ma della persona”, continua Scambia, durante l’inaugurazione del giardino terapeutico. Una sequenza di stimoli sensoriali caratterizza questo spazio, arricchito da un piccolo percorso sensoriale – il sensory path – da fare a piedi nudi che alterna erba, sassi di fiume e legno.

• VERSO LA TERAPIA INTEGRATA
Per gli esperti del Policlinico resta da realizzare la parte del centro dedicata alla terapia integrata che verrà inaugurata nei prossimi mesi: il giardino terapeutico sarà affiancato da altre attività per prendersi cura delle pazienti, come lo yoga, la riflessologia, la musicoterapia, l’agopuntura e le consulenze sugli stili di vita (sonno, alimentazione), per affrontare la patologia con una concezione olistica, che miri a curare bene anche la persona in quanto tale, non soltanto la sua malattia.