CI SONO  probabilmente due scuole di pensiero: una, secondo la quale riflettere la sera sulle cose da fare il giorno dopo aumenta l’ansia e di conseguenza ritarda il sonno.  L’altra, al contrario, per cui elencare, anzi di più, scrivere prima di andare a dormire quello che va fatto una volta svegli, concilia il sonno. Stando ai risultati di un esperimento  condotto da neuroscienziati della Baylor University, in Texas, e pubblicato sul Journal of Experimetal Psicology , delle due è vera la seconda: stilare una to-do-listappena prima di andare a letto anticiperebbe il sonno di 9 minuti, farebbe dormire 7 minuti di più e ridurrebbe i risvegli notturni.

. LA CULTURA 24/7
Viviamo in una cultura 24/7 che ci vuole operativi 24 ore giorno per 7 giorni a settimana. Gli elenchi di cose da fare sembrano in costante crescita e ci preoccupano gli impegni che non siamo riusciti a portare a termine prima di addormentarci”, spiega Michael K. Scullin, direttore del  Baylor’s Sleep Neuroscience and Cognition Laboratory e primo autore della ricerca. “La maggior parte delle persone – ha aggiunto – prima di andare a dormireripassa le cose da fare mentalmente. Noi  abbiamo voluto capire se l’atto di scriverle può contrastare la difficoltà di prendere sonno”.

. 5 MINUTI PER SCRIVERE
Gli autori della ricerca hanno reclutato 57 studenti dai 18 ai 30 anni e li hanno tenuti una notte della settimana lavorativa in laboratorio, in condizioni controllate: i giovani potevano andare a dormire alle 22,30, una volta a letto non avrebbero utilizzato device tecnologici, non avrebbero studiato, e avrebbero spento la luce. Prima di farlo però ad alcuni era stato chiesto di prendersi 5 minuti di tempo per scrivere un elenco di quello che dovevano ricordarsi di fare il giorno dopo o nei giorni successivi, una to-do-list, appunto, ad altri di buttare giù la nota delle cose che avevano invece già fatto. Di tutti i partecipanti è stata valutata qualità e quantità del sonno utilizzando la polisonnografia, cioè è un esame non invasivo che monitora contemporaneamente una serie di parametri: elettrocardiogramma, frequenza del battito cardiaco, rumore respiratorio…

. SI DORME PRIMA E DI PIÙ
Il risultato? I giovani del gruppo to-do-list si sono addormentati in media dopo 16 minuti, rispetto ai 25 minuti che sono stato necessari agli altri: cioè 9 minuti prima. Hanno anche dormito per 8 ore e 19 minuti, rispetto alle  8 ore 12 minuti degli altri: ovvero sette minuti di più. Non solo, più la lista delle cose da fare era articolata e specifica, più velocemente (15 minuti prima esattamente) si cadeva nelle braccia di Morfeo. “Abbiamo reclutato giovani adulti sani e quindi – ha tenuto a chiarire Scullin  –  sebbene sia stato già suggerito che alcune attività di scrittura possano portare benefici a chi soffre di insonnia, non sappiamo se le nostre scoperte si possano estendere anche a questi pazienti”. Ulteriori studi, condotti su campioni più estesi e meno omogenei potranno in futuro confermarlo.