L’allarme è stato lanciato dall’OMS in occasione della giornata mondiale della vista, nel mondo ci sono 253 milioni di persone con problemi alla vista. Di questi 36 milioni sono completamente ciechi e potrebbero diventare 115 milioni entro il 2050. Una delle motivazioni di questa crecita esponenziale sta nell’invecchiamento della popolazione, l’incidenza delle malattie della vista è infatti legata a diverse sindromi della terza età. Una di queste è la degenerazione maculare senile (DM) o maculopatia che colpisce la macula, ossia la porzione centrale della retina, ed è la principale causa di perdita grave della visione centrale dopo i 55 anni.

Un’indagine demoscopica realizzata dall’Istituto Lorien per conto del Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) ci dà un quadro aggiornato della situazione nel nostro Paese.  L’indagine è stata condotta con metodologia di raccolta dati quantitativa CATI (Computer Aided Telephonic Interview) su un campione di 600 persone, rappresentativo della popolazione italiana over 50 per sesso, età, area geografica e ampiezza del centro abitato.

Dall’indagine emerge che la patologia colpisce il 5,3% della popolazione over 50, per un totale stimato di 1.400.000 sofferenti in Italia. La diffusione della malattia riguarda oggi circa il 10% delle persone di età compresa tra 65 e 75 anni, sale al 30% dopo i 75 anni, per raggiungere il 40-50% di persone con età superiore agli 80 anni. Tra chi è affetto da DMS si è riscontrata una maggiore incidenza di diabete, ipertensione, fumo di sigaretta, la malattia colpisce nmaggiormente anche chi ha subito o deve subire un intervento di cataratta.

Un altro dato importante che emerge da questa indagine è la scarsa conoscenza della malattia. Il 32% degli intervistati afferma di conoscerla, ma solamente l’11% riesce a darne  una definizione più precisa e a ricordarne alcuni degli effetti principali, tra cui la percezione di macchie scure (scotomi) e di distorsioni (metamorfopsie), fino quasi alla perdita della vista.

Secondo Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico: “E’ indispensabile un’azione di informazione capillare”, soprattutto per quanto riguarda la diagnosi precoce. La diagnosi di DM si può effettuare con una OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) un esame molto accurato e non invasivo, che richiede meno di due minuti, che non dà falsi positivi, né falsi negativi.

“È cruciale fare l’OCT- spiega il professor Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia all’Università Vita e Salute di Milano- perché è il mezzo che permette una diagnosi precisa ma soprattutto è indispensabile fare l’esame precocemente, alle prime avvisaglie dei sintomi della malattia. Come sempre in medicina è la prevenzione la strada della salute”.

La presentazione dell’indagine è stata anche l’occasione per annunciare un’importante iniziativa sul fronte della prevenzione. CAMO, in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, e con il Patrocinio del Ministero della Salute, offre ai cittadini un mese di visite gratuite presso 15 centri di eccellenza su tutto il territorio per diagnosticare questa patologia

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